Le basi tecnologiche per registrare un voice over
Capitol Records by Dave Malkoff
Bella foto vero?
Se hai i soldi e ti piace una struttura come quella, fattela. Ma poi scoprirai che per registrare un voice over ti servono altre cose e che di quella enorme struttura userai un canale. O due. Ma si, esageriamo, ne userai 2 mono e due stereo.
Una premessa: questo post è rivolto a chi inizia e intende fare solo voice over da casa, non certo a chi intende fare un "grande studio". Le indicazioni, tutte discutibili, sono volte al risparmio. Non sono adatte alla radio che ha altre necessità e tolleranze differenti, anche se molti punti in comune ci sono. Certo, se punti più in alto e vuoi investire allora punta su altri prodotti. Questo è il cosiddetto minimo sindacale. Se hai idee migliori scrivi, sarò felice di pubblicarle con crediti a chi mi segnala cose buone e corregge errori. Non sono un tuttologo ma solo uno che fa voice over e doppiaggi per mestiere.
E adesso... vorrei sfatare il mito che "se non spendi 5000 euro di attrezzature non puoi pretendere di registrare voice over in studio"! Non è corretto. Spesso neppure i KIT per Voice Over sono all'altezza della qualità raggiungibile con una accurata ricerca di prodotti a basso costo ma di qualità. Inoltre, sono solo un pezzetto della catena, che non è complessa o difficile ma che va studiata. Aggiungo che spesso si trovano in vendita prodotti che non sono pensati per una situazione da home studio, ad esempio un pannello da mettere davanti al microfono a 200€ quando sono principalmente i riflessi alle spalle del microfono a creare i problemi. Una spesa inutile. Un microfono con una firma sopra venduto a 300€ quando lo stesso modello senza firma ne costa 90 e temo suoni allo stesso modo. E via dicendo.
Io ne ho spesi anche di più, molti di più, ma faccio questo mestiere dal secolo scorso. Chi inizia, oggi, ha molte più possibilità, quindi di seguito cerco di mettere in evidenza le cose che servono davvero per realizzare il tuo home studio.
l'ambiente
Foto di Jacqueline Poggi Segui
Di pari importanza rispetto a tutta l'attrezzatura, l'ambiente dove inciderai i tuoi audio vocali. Ne parlo subito perché senza questo passaggio il resto è inutile. Se registri in una chiesa con marmi e volte, anche usando attrezzature di altissimo pregio produrrai un suono con riverberi ed eco. Perfettamente inciso ma adatto solo ad una messa in latino.
Il suono esce dalla tua faccia e rimbalza nelle pareti della stanza dove stai parlando. Il microfono cardioide che ha orecchie solo nella direzione verso di te, sentirà particolarmente il riflesso dal muro alle tue spalle e dal soffitto sulla tua testa. Un po' meno attorno e alle sue spalle. Se rivesti il muro alle tue spalle di roba morbida, che assorba le onde sonore, il microfono sentirà meglio la tua voce e il riflesso del muro verrà smorzato. Anche ammorbidire il muro di fronte e un pezzetto di soffitto e aggiungere un tappeto morbido sotto i piedi non guasta!Qualunque cosa spezzi il viaggio delle onde sonore.Più rendi neutro l'ambiente dove registri, migliore sarà il tuo suono.
Gaetano mi suggerisce che sentirà meglio tutto perché il microfono non distingue e che in fase d'ascolto avvertirai la differenza. Ok. Bene! Se era una messa cantata in latino ripresa nel Duomo, il concetto non cambia.
microfono
Se sai quel che fai puoi anche usare un microfono dinamico. Ma essendo roba per gente smaliziata, lascio stare e passo al condensatore. Più preciso e dettagliato, meno schizzinoso coi cavi e le apparecchiature.
cardioide
Di microfoni ne ho parlato diffusamente sul blog e su Youtube. Quel che devi cercare, non necessariamente tra i miei test, è un microfono nel tuo budget controllando questi dettagli:
A CONDENSATORE: i microfoni a condensatore hanno una maggiore sensibilità, non sono adatti al palco, richiedono una alimentazione, devono stare su un supporto e lontano dalle casse acustiche. Esistono anche microfoni da palco a condensatore ma non facciamoci confondere.
A DIAFRAMMA LARGO: sono quasi tutti così ma alcuni, come l'MXL990, montano una capsula per microfoni da strumenti, piccola e la cui resa è piuttosto discutibile. Poi ci sono le eccezioni ma non è il caso di approfondire in questo articolo.
CARDIOIDE che ascolta in una zona a forma di cuore davanti alla capsula. Un microfono multi pattern (figura 8 e omnidirezionale) potrebbe essere inutilmente costoso e per il voice over non lo userai altro che in posizione cardioide.
Sconsiglio i Broadcaster: sono pensati per le radio. Suonano bene ma restituiscono un suono molto radiofonico e poco adatto al lavoro in studio. Sconsiglio anche i microfoni dinamici e tutti quelli ad archetto o da conferenza che sono adatti a situazioni molto specifiche. In ogni caso, anche se pure un dinamico potrebbe farti ottenere un bel suono, non sarebbe mai paragonabile alla resa di un condensatore a diaframma largo e ai file che un eventuale cliente dovrebbe assemblare lavorando con più speaker da home studio. Eccetto rari casi, la resa sarebbe difficilmente paragonabile a parità di costo del microfono. Qui uno di quelli:
https://www.paolobalestri.com/2017/09/18/sennheiser-md-441-u-vs-neumann-u87ai/
SELF NOISE (equivalent noise level) Accettabile sotto i 16db. Meglio se sotto i 12db. Si tratta del rumore prodotto dal microfono, misurato in fabbrica. Meno costa e spesso più ne produce, ma non sempre il prezzo elevato è sinonimo di pulizia del suono. Spesso i venditori non mettono in evidenza questo dettaglio quando è sopra i livelli consigliati. Anche ascoltandolo in negozio potresti non accorgerti del fruscio, meglio leggere anche le specifiche. La media attuale dei prodotti di qualità a prescindere dal costo, va dai 12db in giù. Il più silenzioso che ho testato è a 3db (CAD E100S).
**Risposta in frequenza\*:** in ripresa la capacità del microfono deve essere il più possibile equilibrata, almeno nel range dai 40Hz ai 16Khz per la voce parlata.
Nell'immagine che segue qualche dettaglio per sapere dove andare a leggere queste informazioni.

esempio tratto dalla Rode
Mediamente i microfoni vengono offerti dai 20Hz ai 20Khz\*, quindi oltre le necessità del narrato, per poterli vendere anche a chi vuole registrare strumenti musicali ed avere più mercato. Se è un microfono USB quello che prenderai, deve anche sostenere la registrazione di un campione alla frequenza di 48Khz.
Piccolo aiuto:
\*Risposta in frequenza: come percepisce i suoni nella gamma di frequenze in cui lavora, ti basta guardare l'immagine (cliccala, si allarga) per vedere che il Rode preso ad esempio è piuttosto lineare in tutta la sua area di lavoro, e questo è un bene.
Acustica
**\*Hz** = hertz ovvero la misura della frequenza sonora. Sono oscillazioni del suono. 20Hz è il rombo del terremoto (anche più basso ma l'uomo sente dai 20Hz fino ai 20Khz). Il diapason quando vibra a 440Hz produce il LA.
Elettronica
**\*Khz** = mille volte un hertz. Anche questa misura si riferisce ad una oscillazione ma non fare confusione, il campionamento di un file non centra con la frequenza di un suono. Sono due misure differenti. Quando leggi 48Khz ci si riferisce a quante informazioni sonore sono campionate dentro un file.
Wikipedia docet. Grazie a Gaetano per gli Hertz! :)
shopping?

Il microfono XLR ideale per voice over: probabilmente il Rode NT1. Il modello nero qui linkato:
http://it.rode.com/microphones/nt1
Anche l'NT1A è ottimo ma a mio avviso molto ovattato! Quasi tutti nel tempo abbiamo notato la caratteristica. Però, considerando che è uno dei più diffusi in assoluto in questo settore, e dato che ne possiedo uno pure io, posso assicurarti che è un ottimo cavallo di battaglia:
http://it.rode.com/microphones/nt1-a
Sempre a basso costo ma di ottima qualità l'sE Electronics X1S: https://www.thomann.de/it/se\_electronics\_x1s.htm
Anche se ha più rumore di fondo, anche il Behringer B1 è un perfetto compagno di lavoro considerando il costo:
https://www.thomann.de/it/behringer\_b1\_microphone.htm
Segnalo come il prezzo dell'AGK P420 sia diventato molto più accessibile: intorno ai 150€. Per chi non vuole spendere molto ecco un prodotto che ha oltre 10 anni sulle spalle ma che potrebbe dare ottimi risultati. Qui un test.
Se puoi spendere fino a 350€ allora la platea si allarga e tanto. Il più gettonato al momento sembra essere l'ASTON Spirit, grazie a Ivano Lenny Pelizzoni, un collega che apprezzo e che mi ha mandato un test da cui ho potuto godere del confronto con un U87 e un TLM103.
Qui l'articolo:
https://www.paolobalestri.com/2019/02/06/aston-spirit-il-microfono-pi%C3%B9-amato-dagli-speaker/
Un microfono che ho in studio in tutte e due le varianti, XLR e USB e che quindi sento di poterti consigliare è il Sennheiser MK4, recensito qui.
Il microfono ideale USB che sento di consigliare è il Rode NT1-USB, perché offre anche l'ascolto diretto in cuffia, cosa che quasi tutti i microfoni USB non offrono. Altro gioiellino USB a basso costo con ascolto diretto in cuffia è l'Audiotecnica AT2010 USBi: https://www.thomann.de/it/audio\_technica\_at2020\_usbi.htm Il Blue Yeti è un grande microfono:
https://www.thomann.de/it/blue\_yeti\_studio.htm
Un oggetto più duttile e completo perché registra pure in stereo, omni e figura 8, offre solo la funzione scheda audio incorporate ma non l'ascolto diretto di quello che stai incidendo, eccetto il play through recording che però, essendo una prerogativa del software di registrazione offre sempre un lieve ritardo.
Ci sono microfoni che hanno grandi recensioni da parte del pubblico. Costano poche decine di euro e sembrano buoni prodotti.
Il pubblico che recensisce spesso non ha alcuna idea di cosa noi professionisti del voiceover cerchiamo. Mica siamo dei pirla noi a comprare microfoni costosi! Se quelli da poche decine di euro funzionassero non credi li useremmo pure noi che ci lavoriamo?
Quindi, se le registrazioni saranno per il tuo blog, anche realizzate con questi microfoni forse vanno bene ma se ti proponi professionalmente, lascia perdere:
avrai un suono molto secco, privo di dettagli e un fortissimo rumore di fondo.
Faccio la distinzione tra professionisti del voiceover in home studio e musicisti perché negli anni ho capito che le esigenze dei due sono molto differenti: se per un musicista l'sEV7 è il top per la voce, per uno speaker è meglio un Behringer B1.
Molti microfoni poi sono modificabili, di recente ho sbudellato un SC1100 della Thomann, e alla fine si ottiene un prodotto che ha le caratteristiche richieste dal mondo professionale, con un costo magari più contenuto rispetto alle reali prestazioni. Ma non è per tutti. Qui sotto un esempio con un MXL990 da 90€ trasformato in un clone di un U87.
scheda audio

Ne ho già parlato qui:
https://www.paolobalestri.com/2016/08/07/voice-talent-life-la-scheda-audio/
Per sommi capi: le schede audio interne dei computer non sono il massimo. Hanno connettori jack piccoli che portano poco segnale e molto rumore. Se proprio non hai altra possibilità, presta attenzione che i cavi e i contatti non portino troppi rumori extra. Per accendere un microfono XLR ti serve comunque un Phantom, quindi una scheda audio con connettore Canon oppure un mixer, ma aggiungeresti un elemento che produce lui stesso rumore e spesso, nei mixer a basso costo sono installati Phantom scadenti.
Le schede dette Prosumer, ovvero la via di mezzo tra le professionali e le amatoriali, in realtà sono già ottime per gli speakeraggi da home studio. Hanno connettori di qualità, Phantom discreti e sopra tutto campionano a 48 Khz 24bit.
Phantom = l'alimentazione del microfono (48V), che determina anche il suono migliore o peggiore a seconda dei componenti utilizzati nel sistema.
creare il file audio

Adesso devi realizzare il tuo file.
Ne ho scritto in due articoli che descrivono i vari formati, i campionamenti e i bit dei file. Ti parlo anche di livelli del suono. Queste sono le basi tecniche per poter registrare da home studio.
Qui:
https://www.paolobalestri.com/2016/06/24/voice-talent-life-registrare-e-salvare/
e qui:
https://www.paolobalestri.com/2016/06/24/voice-talent-life-registrare-e-salvare/
voce, dizione e articolazione

Ho lasciato per ultimo il dettaglio più importante perché do per scontato che tu ti stia interessando a questo settore, registrazione da home studio, avendo basi di mestiere come speaker. In ogni caso due parole le spendo volentieri.
La dizione: se non hai le idee chiare su come si pronuncia l'italiano, dovresti farti un corso di dizione.
Devi anche allenare la voce ad uscire nel modo giusto, a farla suonare non ingolata o non di naso o testa. Articolazione, un allenamento continuo per poter parlare veloce facendoti capire. Insomma, devi fare diventare la tua voce e il tuo parlare un piacevole e accattivante strumento di comunicazione. Come la mia voce! Tanto per darmi importanza!
Per ora facciamo finta che questo capitolo sia una cosa risolta.

facciamo i conti
Parliamo del costo reale per un kit di inizio attività per uno speaker da home studio, una stima minima per chi ha un ambiente dentro cui lavorare (cameretta, stanzetta, sgabuzzino):
- Un computer, che probabilmente già hai se stai leggendo questo articolo. Sì, anche un pad potrebbe fare al caso tuo almeno per produzioni basiche.
- Microfono USB o XLR.
- Software per editing da 0€ (Audacity o Ocean Audio)
- Piccola struttura per schermare muri che riflettono il suono, usando pannelli piramidali fonoassorbenti (qui un esempio su Amazon).
Considerando il costo di un portatile, 450€ + un microfono 150€ (usb oppure XLR oppure un altro XLR), pannelli e un separé a cui attaccare i pannelli 50+50€ da posizionare alle spalle del microfono, una cuffia di buona qualità + 50€ e una scheda audio prosumer + 50€, ecco che, partendo da zero ho speso 800€. Se hai già il computer il costo scende a 350€ circa.
Io qui ho segnalato un kit ideale ma puoi sbizzarrirti.
Tutto il resto sta nella tua bravura nel gestire la tua voce, come stai davanti al microfono, come registri e salvi i file audio. Basta.
Certo, se investi nella tua strumentazione migliori la qualità, ma per il voice over, ad essere onesti, il grosso del lavoro sta nella tua bravura. La tecnologia ti porta solo fino ad un certo punto.
Si registra sempre con le cuffie, mai con le casse accese. A meno che tu non abbia costruito una saletta microfono perfettamente isolata, dentro cui registri con le cuffie. Se poi nella sala di mix/editing hai le casse accese chi se ne importa. Ecco la ragione per cui non ho messo nel conto le casse.
risorse
Registrazione e uso di software:
Matteo Orlandi è un grande professionista nella realizzazione di corsi professionali per software audio e video. Se vuoi davvero imparare a registrare e a mixare, qui c'è un sacco di materiale da studiare ad un costo contenuto rispetto a quel che ti viene insegnato: https://www.videocorsipro.it/tutorials/audio
Per imparare a usare i software Youtube è una miniera da Reaper ad Audacity a Logic, Cubase e perfino Pro Tools.
Dizione e recitazione:
Il mio collega Marco de Domenico oltre che un bravissimo speaker è un insegnante ed è anche possibile fare un corso con lui usando Skype.
Anche il mio amico e collega Antonio Amoruso offre corsi e ragazzi, è davvero bravo. Non dovrei presentare certa gente sul mio sito, mi ammazzo da solo!
Risorse on line per la dizione:
se ti serve solo un aiuto per ricordare come si pésca una pèsca, il mio collega Andrea Tagliabue ha realizzato questo splendido strumento: http://www.dizionatore.it/
e
Esiste anche il DOP della RAI che ha vissuto qualche tribolazione ma che si trova on line oltre a libri che ne parlano diffusamente.




