La solitudine del VoiceOver e la sindrome dell'impostore

Speaker in azione
Questo video racconta di due lati del mestiere dello speaker. Quando viene fatto da soli in Home Studio o anche nel tuo Mega Studio, ma quando sei da solo.
Questo vuole anche essere uno scambio di opinioni con chi in realtà lo fa già da anni.
Il VoiceOver o lo Speaker, è un lavoro con il suo fascino e con le sue difficoltà e trabocchetti. Un lavoro che richiede una auto analisi psicologica piuttosto profonda e un equilibrio notevole per essere fatto bene. Qui ti parlo della solitudine e di alcuni suoi effetti e della sindrome dell'impostore.
Buona visione.
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bellissimo contenuto, io non ho una voce così bella, ma mi piacerebbe fare lo speaker a livello professionale ! Ad ogni modo il lavoro che si fa da soli ha anche i suoi pregi !
Dopo la voce,l introspezione..Grande Paolo.
Bellissima questa riflessione sulla solitudine microfonica, anche io, sia pure da dilettante, avrei tanto bisogno di feedback autorevoli e sinceri. Ci ho messo anni a migliorarmi, da solo, e non so nemmeno se sono nella direzione giusta. Buona serata Paolo!
Stai a vedere che alla fine l’AI tornerà utile come “collega” con cui avere confronti 😃 Ciao Paolo 👏🏻
@LucaMatrix potrebbe essere! Potrebbe anche essere 😄 ma vuoi mettere un amico in carne ed ossa?
@PaoloBalestri senza ombra di dubbio meglio un amico in carne ed ossa con cui si può anche gossippare 😄
Non entra in gioco anche la reputazione? Mi spiego: se tu costi, per esempio, 1000 euro, e il cliente può permettersi di pagare il tuo lavoro per una sua produzione. Poi, nella stessa produzione, per mancanza di fondi, inserisce una seconda e una terza voce che gli sono costate 10 euro e sono qualitativamente su un altro piano rispetto a te. L'utente finale, che può essere anche un altro tuo potenziale committente, non inorridirà di fronte a una confezione simile, in cui la tua voce altamente professionale viene tirata in giù dalle altre voci, livellando la tua reputazione sulla pessima qualità della voce degli altri? Ti faccio un esempio: nel mio settore, quando mi chiedono di partecipare a qualcosa o di eseguire un lavoro, io mi informo prima di tutto sul tipo di lavoro e sugli altri "professionisti" che vi parteciperanno. Quindi, rifiuto o accetto un lavoro anche su questo parametro, proprio per non farmi livellare verso il basso la mia reputazione. Spero di essermi spiegato.
Ti sei spiegato benissimo! Diciamo che impari a riconoscere i lavori. Sia in un senso che nell’altro. Esiste anche la versione in cui ricevi una proposta accettabile per un lavoro che dovrebbe fare qualcun altro, più capace di te in quella posizione. Magari ti scelgono per somiglianza ma non hai le caratteristiche.
Tu vorresti metterti alla prova ma il rischio è di non essere all’altezza.
Poi ci sono i casi in cui credi fermamente di saper fare ma alla fine vieni rigettato.
È un mondo difficile
quante similituidini con il mondo della musica...
ciao paolo ma per uno che inizia e ha fatto qualche spot e vuole diciamo almeno arrotondare come si fa a procurarsi lavoro? spesso le agenzie online che hanno le mie demo prima mi contattano e chiedono preventivo poi spariscono e credo anche di fare un prezzo relativamente competitivo! Non vedo via d'uscita, come faccio a trovare clienti? Grazie
@MajicJonson Pensa che pure a noi che non facciamo neppure il prezzo competitivo siamo così fortunati. 😅 era na battutaaaa!
Se trovi la risposta comunque puoi pure brevettarla. L’unica è insistere e vince chi resiste, forse. Poi ci sono quelli che hanno un culo come il Partenone e con quelli non c’è gara. Ti abbraccio
Buonasera Paolo. Sai quante volte ho ricevuto dei testi (da parte di una radio) che avevano diversi problemi di ortografia? Ovviamente, mettendoci prima la voce e poi un eventuale nome e cognome (o viceversa, fai tu) di chi avrebbe poi registrato il vocale (io), chiesi di rivedere il testo. Morale della favola? Mi "obbligarono" a registrare il testo per come mi era stato inviato. Lo spot poi venne passato e ripassato per parecchi mesi in quella radio, ma da quella mia esperienza, capì che forse era meglio non fare determinate registrazioni solo per compiacere. A volte noto ancora molta ignoranza in giro e da parte di chi continua a mantenere la propria mente chiusa. Come se far rivedere un testo di uno spot pubblicitario scritto male, possa voler significare: "ma chi caxxo l'ha scritto questo testo?" Non tenendo conto della pessima figura che una presentazione di un brand o di un'attività commerciale, se è presentata male, non dà alcuna visibilità o ascolto in merito. Bah?!??
Impeccabile disamina del nostro bellissimo e dannato mestiere. Confermo parola per parola e anche dopo anni ed anni, le situazioni, le scelte e i clienti "che sanno come fare i testi" non cambiano mai ma... per fortuna ci sono anche i clienti buoni che si fidano e ti lasciano carta bianca per intenzione, parole ED ANIMA...
💖
Parole Sante Paolo!!
Ciao! Grazie, Paolo! Sì, la peggior bestia è proprio quella di finire per demolire sé stessi... Son passato per ogni singolo punto che hai raccontato. Ciau!
Mi piacerebbe aggiungere che istantaneamente mi hai fatto riprendere un po' di quella fiducia in me stesso che avevo perso. Grazie
@gianluca_sordi basta poco 🤗
Paolo, apprezzo molto questo tuo video e mi ci ritrovo. Soprattutto riguardo al registrare in primis per se stessi e non per il cliente, anche se ritmi e condizioni di lavoro non sono le migliori.
Io sono assolutamente di questa idea.
È pur sempre la tua voce quella che andrà in onda/verrà distribuita. È importante quindi mantenere sempre alta l'asticella di qualità che si è in grado di garantire. Ne va, oltre che dell'orgoglio, anche dell'onore professionale.
E aggiungo una riflessione sulla sindrome dell'impostore.
Dovendo semplicemente ""parlare"" davanti a un microfono, attività che quindi richiede non solo poco sforzo fisico ma risulta addirittura liberatoria e divertente in alcuni casi, c'è il rischio di non considerarla proprio un lavoro, e quindi credere di non meritare il compenso che viene pattuito.
La vergogna nasce spontanea se si paragona questo a lavori in fabbriche o nei campi.
Esorto a questa consapevolezza del valore di sé in chi, come me ormai anni fa, cominciò questa magica avventura.
Ti rinnovo i complimenti e ti saluto caramente.
@corradoniro6212 Grazie 🙏 sei troppo gentile. Vorrei solo sottolineare come alla fine di un progetto corposo io mi ritrovi spompato. Come avessi fatto 4 chilometri a piedi in salita. O alla fine della settimana abbia necessità di riposare. Non so quanto sia liberatorio e nemmeno non stancante questo lavoro. Non sarà in fabbrica ma io ho fatto sia il contadino che il facchino e sono stato anche un giovane atleta agonista, quindi conosco bene la fatica. Un abbraccio 🤗
@PaoloBalestri la fatica fisica per alcuni progetti c'è tutta, come no. (Caso strano sono sempre progetti poco remunerativi ma vabbè), ma non mi è mai capitato di accusarla come una giornata in campagna ad esempio.
Piuttosto come un camminatore come dici tu, che dopo una lunga scarpinata di 20 km si ritrova stanco ma soddisfatto su un affaccio mozzafiato.
@corradoniro6212 poesia!
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