Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

ZP Studio Suite for REAPER - voiceover, doppiaggio, SRT, gobbi, mixdown e plugin ZP

28 luglio 2026

Suite per Voiceover e Doppiaggio su Reaper

Suite per Voiceover e Doppiaggio su Reaper

Suite gratuita per trasformare REAPER in un ambiente operativo per speaker, doppiaggio, adattamento, sottotitoli, report, gestione progetto, mixdown e controllo della catena voce. Se pensi sia solo dedicato al doppiaggio, beh, no, non è solo per quello. C'è roba in più che non era parte della suite per doppiare, anzi, sono tools pensati per chi fa editing, per il tecnico. Tecnico che spesso è la stessa persona al microfono. E non sempre doppia serie o filmetti. Quindi dentro c'è altro. Molto altro. Marker all'inizio di ogni item, con un nome fisso, un numero, il timecode del video, dipende a cosa stai lavorando. Un altro tool è pensato per creare regioni, nominarle a mano o secondo una lista attraverso copia incolla, aggiungendo spazio inizio-fine file risultante, calcolando quando calcolare una regione in presenza di centinaia di item spezzettati per i tagli dei fiati o delle pause, lavoro tipico del VoiceOver. Una finestra di overview del progetto che ti dice a coplo do'cchio che file stai lavorando. Finestra da cui puoi scegliere quali file mandare in mixdown. Con il preascolto e la selezione multipla per item, file, regioni. Per questo il nome non può essere solo RythmoBand. Adesso integra strumenti che invece hanno lo scopo di portare a casa il lavoro senza uscire da Reaper, senza dover usare software terzi e avendo sotto mano una mappa chiara di ciò che si sta producendo. Non ultimo, il conteggio dei minuti doppiati o registrati. Con un sistema simile, al doppiaggio di alcune serie TV ci avevo lavorato, ma su un browser, una applicazione che su browser Chrome conteneva tutto un sistema per doppiare da remoto. Il sistema salvava le tracce registrate in locale e le trasferiva su una cartella da cui il tecnico, con Pro Tools eseguiva il mix. Probabilmente se le ritrovava già posizionate in timeline, da editare. Su una DAW, il doppiaggio con gli SRT è sempre stato ostico. Tutto è cominciato una mattina, o una notte, non ricordo: Nicola Lanci mi manda degli script. Li installo su Reaper, provo il comando e vedo che erano dei gobbi, uno orizzontale e uno verticale. Ci stava lavorando da un po'. Sono rimasti li, in attesa. Ci ho fatto un piccolo video per gli iscritti al canale, chiamato FIGATA! e poi basta. Un giorno, o una notte, non ricordo, Fabio Loi mi scrive un commento nel video e mi dice che ha anche lui uno script che usa per generare progetti multi-video, con lo scopo di creare progetti con dentro tanti audio e che carica video e audio in automatico. Bello! Mi restano per un paio di mesi in testa. Poi una notte, me lo ricordo, ho sognato come fare. Un sogno talmente vivido che mi sono svegliato. Pensa te. Una volta forse erano le mie fidanzate che mi svegliavano di notte. Non ricordo. Comunque la mattina dopo ho cominciato a generare prompt su Codex e a provare i risultati. Li ho anche usati, mi sono forzato ad usarli anche quando non avevo gli SRT che sono il pane per questi progetti RythmoBand. E poi mi sono arrivati lavori con video e testi e allora l'uso intensivo del RythmoBand mi ha fatto venire nuove idee per implementare cose per renderlo qualcosa di usabile, di pratico, di efficiente anche quando non stai doppiando un film, e magari hai un testo in SRT ma non hai il video e dovresti stare in sync, e per farlo dovresti crearti un progetto, segnarti i punti di attacco e fine, quindi uno script che importi un SRT, crei una regione con una traccia video vuota (usa un file midi vuoto), consente di doppiare seguendo il gobbo. Il risultato è una registrazione sincronizzata senza aver visto il video.

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E alla fine ecco qui una versione che oggi definisco completa ma, magari domani mi sveglio di notte e la mattina dopo, con gli occhi pesti, gli aggiungo un pezzo che prima non c'era. O ne modifico uno che già c'è.  Il software gira su Reaper**, perché sono script che sfruttano tutta la sua potenza. Gli ho fatto gli installer per Mac, Linus e Windows, qualche piccola e bruttissima icona. Ora non ti resta che provarlo con video e SRT. Qui sotto ho fatto un piccolo html che ti spiega il suo funzionamento esteso. Lo so, è una figata. Ma che ti devo dire sono... sono... non ricordo ma qualcosa sono.

● ZP Studio Suite for REAPER

Cosa c'è dentro

Sono ventiquattro comandi, ma il lavoro è uno solo e va in un ordine preciso. Se lo segui, non devi ricordarti niente.

Il gobbo e il copione. Importi il video e gli SRT e ti ritrovi il progetto già costruito: tracce, item, regioni. Poi scegli come leggere. Il gobbo verticale impila le battute, ed è il formato per il doppiaggio e per tutto quello che ha più voci: vedi chi parla, vedi il colore, vedi cosa arriva dopo. L'orizzontale srotola il testo lungo il tempo, e serve quando ti interessa più sentire dove sei che chi parla. I colori li prendono dalla timeline, non se li inventano. E se il copione che ti è arrivato non è quello che leggerai — e quasi mai lo è — lo correggi da dentro: aggiorni i testi, ci affianchi un riferimento in un'altra lingua, riesporti l'SRT quando hai finito.

La regia. Marker all'inizio degli item, note laterali che non finiscono negli SRT consegnati, tracce personaggio che dicono al gobbo chi è attivo. E i marker che scendono dentro l'item, così il testo viaggia insieme al file quando lo consegni.

La consegna. Importi cartelle intere e ti trovi marker e regioni già ordinati. Il Gestore Progetto nomina le regioni di export e prepara il Render to File: le lane decidono le cartelle, ed è la cosa da capire una volta sola. Il Project Viewer ti fa guardare marker e regioni prima di lanciare — due minuti lì valgono un'ora di render rifatto. Il Voice Cleaner taglia code e silenzi e prepara gli split. Il report dei minuti ti dice quanto hai lavorato, che serve per il consuntivo e per le stime.

La catena audio. I plugin ZP si parlano fra loro su una memoria condivisa. Ognuno dichiara cosa sta facendo, le Probe misurano cosa esce davvero, e Master Pro confronta le due cose: quando non tornano, te lo segnala. Non corregge il suono da solo — misura, interpreta e ti dice dove guardare. Il Chain Builder monta la catena, il Probe Guard la tiene in ordine.

Leggere senza guardare lo schermo. Quattro comandi passano le battute a OSARA, sullo stesso testo e sulla stessa timeline di tutto il resto. Non c'è una modalità separata da attivare, e nessuno lavora su una versione ridotta della suite.

C'è anche una toolbar da sedici pulsanti dentro il pacchetto. La importi tu, quando vuoi, e dopo aver installato: gli identificativi delle azioni REAPER li calcola dal percorso degli script, quindi una toolbar importata prima punterebbe nel vuoto.

Il dettaglio di ogni singolo comando non sta più qui. Sta nell'help che si installa insieme alla suite e si apre dal primo pulsante della toolbar, o dalla Action List. Lì dentro c'è anche la pagina con tutte le icone e cosa fa ciascuna, che è la cosa da tenere aperta le prime volte.

Come si installa

Da settembre 2026 la suite non ha più un installer suo: si installa e si aggiorna da dentro REAPER, come qualsiasi altro pacchetto.

Una volta sola: Extensions → ReaPack → Import repositories, e incolli questo indirizzo.

https://github.com/capitanpaolone/zp-suite/raw/master/index.xml

Poi Extensions → ReaPack → Browse packages, cerchi ZP e installi ZP Studio Suite. Vengono giù tutti gli script, la toolbar, le icone e la documentazione: è un pacchetto unico, non si sceglie a pezzi. Gli aggiornamenti arrivano da soli con Synchronize packages. Niente più zip da scaricare, niente doppio click su un installer, niente Python.

Funziona su un REAPER pulito, senza estensioni. SWS, js_ReaScriptAPI e OSARA aggiungono funzioni ma non sono richiesti: quando mancano, la suite usa da sola una strada alternativa. Se vieni dal vecchio installer, l'azione 27 Pulisci installazione precedente mette da parte le voci vecchie della Action List senza cancellare niente.

Il codice sta tutto su GitHub, è GPLv3, e ogni pezzo è un file di testo che puoi aprire e leggere. Le schede dei singoli plugin sono nella sezione Strumenti.

Com'è andata a finire

Quel LUA che era finito nel pacchetto quasi per sbaglio adesso è uno strumento vero. Taglia i file lunghi, toglie le code, riconosce i silenzi interni e separa gli item con i margini e le distanze che decidi tu: quelle belle cose che abbiamo sempre fatto a mano o con software esterni a REAPER. Calcola il suono, ha un gate, riconosce i click di inizio e fine, e ti restituisce un file lungo già pre-lavorato per la finalizzazione.

Gli help li ho messi. Ogni finestra ha il suo, e c'è una pagina con tutte le icone della toolbar e cosa fa ciascuna. Brutto andare alla cieca.

E il sistema di scambio dati tra le tracce e il master, quello che stavo ancora immaginando, adesso c'è. I plugin ZP messi in traccia comunicano col master i propri dati — BUS Chain e Unified Chain passano quello che sta facendo ogni singolo modulo — e ZP Master Pro, attraverso il Navigator, prova a dirti chi sta spingendo troppo e chi troppo poco. La ZP BUS Chain è l'evoluzione della prima catena che avevo costruito, pensata come bus per la voce: ordine dei moduli cambiabile, uso in parallelo invece che in cascata, e una grafica che si legge.

A presto.

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