Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

Il genio in affitto e l'illusione del vibe coding

16 giugno 2026

Ho scritto plugin audio e configurato reti aziendali complesse senza avere le competenze per farlo. Mi sono sentito un genio per mezza giornata. Poi ho capito che la conoscenza l'avevo solo presa in prestito, e che questo giochino ha un costo occulto molto più alto dei token che consuma.

Ho visto il video di un tizio esaltato per aver creato un plugin audio usando l'intelligenza artificiale. Guardandolo pensavo: "L'ho fatto anch'io". Ho costruito dei plugin su misura per lo studio. Funzionano, fanno esattamente quello che mi serve, eppure non so scrivere una riga di codice.

Ma c'è un problema di fondo. Quando uno come Chris Lord-Alge si siede con uno sviluppatore (umano o artificiale che sia) per fare un plugin, sa perfettamente come deve suonare. Se c'è un difetto di fase, lo sente al volo. Io, invece, avevo creato il mio plugin, lo stavo usando, e non mi ero accorto di un banale errore di fase finché non me l'ha fatto notare un abbonato del canale. L'ho fatto correggere alla macchina, certo. Ma il punto è che io non avevo la cultura tecnica per percepire l'errore. Il cosiddetto vibe coding ti permette di arrivare a un risultato, ma se ti manca la competenza nel dominio specifico, ti fermi dove si ferma la capacità di percezione della macchina.

Il vero schiaffo in faccia, però, è arrivato con la rete dello studio. Prima di un ponte, il router principale muore. Un problema col firmware, vecchio, non patchato dall'azienda per un sospetto attacco brute force. Zero connessione. I tecnici, come al solito, introvabili o troppo occupati. Avevo in un cassetto un router professionale, roba complessa, comprato anni fa su consiglio di un sistemista che poi non è mai venuto a configurarmelo.

L'ho tirato fuori. Ho fatto un hotspot col telefono vicino alla finestra e mi sono attaccato a GPT. Tramite riga di comando, facendomi guidare passo passo, ho tirato su un'architettura di rete da manuale: server centrale, due connessioni internet di cui una di failover dedicata ai grossi backup, e pure un sistema per monitorare le API dal mio computer. Ci ho messo un giorno intero.

Per un attimo mi sono sentito un genio. Avevo fatto il lavoro di un network engineer. Poi, a fine giornata, la consapevolezza brutale: se domani la rete cade di nuovo e l'intelligenza artificiale non è disponibile, io non so dove mettere le mani. Non ho imparato a configurare un router, ho fatto solo da interfaccia fisica, da dattilografo per un cervello esterno.

La macchina non ti regala la competenza, te la affitta a consumo. E ti costa token, potenza di calcolo, dipendenza. Se uno che sa fare il suo mestiere usa queste tecnologie, fa un lavoro fantastico in mezza giornata. Io ci ho messo il doppio del tempo per ottenere un risultato di cui non ho il controllo. Delegare la conoscenza tecnica ai modelli di linguaggio significa cedere il monopolio dell'informazione a chi gestisce quelle macchine. Senza la cultura per valutare quello che produciamo, rimaniamo solo operatori ciechi dipendenti da un'infrastruttura opaca. Ho risolto il problema della giornata, ma non c'è proprio niente di geniale in tutto questo.

---

Guarda il video

Rivedi la riflessione originale di Paolo nel video: Il genio della macchina si può fare ma si potrebbe fare meglio

Il genio della macchina si può fare ma si potrebbe fare meglio
Apri il video sul sito originale
Paolo Balestri·Chi scrive →
YouTube

Conversazione su YouTube

Commenti pubblicati originariamente sul video YouTube collegato a questo articolo.

@_innerscape_
La conoscenza si è spostata da te alla macchina, tu segui solo le istruzioni, ma in realtà non hai capito e non hai imparato per la prossima volta. È successo anche a me. Ho risolto dei problemi ma non col trial and error, per cui non ho davvero imparato. È davvero come pagare qualcun altro che te lo fa.
@elodimmusicproducer1949
Ciao Paolo c'è di parte che ti ha reso questa situazione in parte autonomo e riesci con impegno a risolverti la situazione... Un piccolo esempio un mio amico mi raccontava che un PC che usava per pilotare un plotter di stampa lo ha dovuto cambiare, il motivo e che la casa costruttrice di questo plotter aggiorna i software obbligando a fartelo aggiornare, il software richiede Windows 11 ma visto che gira solo sul processore a 64 bit 9^ generazione e il suo a 32 etc. Niente gli è costata questa operazioncina 1500 euro, si poteva riuscire in modo più economico? si ma questo mio amico non avendo dimestichezza in informatica e i tecnici non volendo rogne gli hanno consigliato un PC già assemblato. Con questo dico che fai bene ad approfondire sulle possibili soluzioni sia per un fatto economico che di apprendimento personale. Come sempre buon lavoro.
@PaoloBalestri Autore
Infatti. Concordo. Grazie 🙏
Vuoi commentare o proseguire il confronto? Scrivi un commento su questo appunto nel canale nativo di Lato Cardioide.