Il casting di Fratello Sole: la richiesta sfacciata alla comunità beata
Sarebbe bastato un gesto diretto: ho ascoltato il tuo lavoro, mi serve la tua voce, ti chiedo un favore. E invece no. Niente compensi, niente riconoscenza, solo una pretesa lanciata nel mucchio. Benvenuti nella comunità del sole, dove il lavoro si scambia gratis e il fiato è di tutti. O quasi.
Guardo questo casting e il mio primo istinto è un moto di rabbia profonda. Lo trovo semplicemente sfacciato. Poi rifletto, e mi ricordo che esistono le comuni, le società del sole: quelli che si mettono su un prato tutti assieme, mano nella mano, a cantare odi all'astro per riceverne in cambio energia universale.
Questo casting, pubblicato su Bodalgo (che per l'occasione diventa il prato della comune), chiede una «voce maschile profonda, ma non troppo carica». Chi l'ha scritto precisa che «dal testo si evince il tono caldo da tenere» e che «ogni persona darà a queste parole il proprio sentimento». Tradotto: non ho le idee chiare, ma intanto mandate il materiale gratis.
E qui arriva la vera perla, la richiesta sfacciata: «Vi prego di spicherare tutto il testo perché presenteremo al cliente l'Animatic completo. Daremo al cliente due tre voci tra cui scegliere». (Ha persino scritto voce al singolare, segno evidente della cura maniacale che ha dedicato alla stesura dell'annuncio).
La sostanza è questa: io non scucio un centesimo. Voi mi registrate tutto il testo. Io scelgo due o tre di voi tra i 17 che hanno risposto in meno di 24 ore, li presento al cliente finale (il monarca assoluto) e poi si vedrà.
Se avesse fatto una ricerca tra i profili, avrebbe potuto ascoltare i demo, scegliere chi si avvicinava alla sua idea e contattarlo direttamente. In quel caso, il rapporto sarebbe stato uno a uno. Avrebbe potuto dire: «Non ti posso pagare il listino pieno, ti chiedo un favore». Ma i favori si chiedono a chi si conosce, o a chi si è perlomeno scelto. Qui no. Qui la richiesta viene gettata in pasto alla comunità. E la comunità risponde offrendo voce, tempo, attrezzatura e creatività.
Qualcuno di questi 17 schiavi volontari avrà forse inserito un watermark sonoro, un disturbo per impedire l'uso del file? Probabilmente sì, ma a lui non importa. Se il file ha il disturbo, lo scarta e prende uno degli altri. L'abbondanza di candidati disposti a lavorare gratis protegge chi chiede, non chi offre. Tutto questo per un budget che, se mai arriverà a uno dei partecipanti, è già meno della metà di un listino standard.
Ciò che mi colpisce davvero non è la faccia tosta di chi fa la richiesta. È il fatto che 17 persone abbiano accettato di partecipare a questa corsa verso il nulla. Evidentemente sono io che non ho capito che il mondo è cambiato. Credevo si dovessero costruire rapporti di fiducia, dove il favore nasce dalla stima reciproca. Invece andiamo verso il partito comune, dove si lavora gratis per il meccanismo e la gratificazione sta nell'aver partecipato.
Per questo ho provato a descrivere questa dinamica con il poema dell’inconsapevole solare.
L'inconsapevole, nel turbine del grande giorno acceso tra notifiche, link e preventivi, riceve la lieta proposta: «Dona il tuo fiato intero, ma fallo con misura. Sii caldo, ma non troppo. Parla per tutti, che poi qualcuno deciderà se il tuo respiro era degno d'esser contato». E lui, non vedendo l'ombra sotto il pane, accetta.
Accetta come si accetta nelle comunità del sole, dove tutto è di tutti quando qualcuno chiede, e nulla è di nessuno quando qualcuno dovrebbe dare. Si presta il tempo, il mestiere, il fiato. «È per la luce», dicono, «è per l'armonia, per il bene che torna». Intanto il bene va e raramente torna indietro con le sue gambe.
L'inconsapevole ha dato tutto, ma chi ha ricevuto l'ha fatto a piene mani, senza spartire nulla. E se non spartisce, non deve nemmeno ringraziare, perché ringraziare ammette il dono, rivela il debito e dà un nome a chi ha tenuto aperta la porta. Meglio l'oblio, meglio il flusso che cancella il debito appena nato. Il favore ricevuto diventa energia universale, il lavoro altrui diventa vibrazione, il mancato compenso un percorso spirituale.
Ma anche la luce, quando passa attraverso una gola, ha un costo. O astro immenso dei lavori di prova, dei favori chiamati opportunità, dei talenti offerti come frutta matura sul tavolo degli altri: illumina pure questa comune smemorata. Se domani qualcuno vorrà il mio calore, la mia profondità e il mio tono umano per rendere più bello il suo animatic completo, che porti pane, che porti vino, che porti moneta.
Perché il sole sarà pure di tutti, ma il fiato è il mio.
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Nel video il ragionamento e il poema conservano il tono con cui sono nati.
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