Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

Fare corpo fa corazza

26 giugno 2026

Voi siete isolati nei vostri home studio, gli intermediari esteri se ne approfittano pagandovi a cottimo e le vecchie cattedrali del doppiaggio vi snobbano. L'unica leva negoziale che avete in questo mercato deregolamentato è parlarvi tra colleghi e imporre a tutti la regola del turno minimo.

Cari amici doppiatori, avete studiato anni con i grandi del mestiere e adesso vi proponete sulle piattaforme online. Lì magari vi contatta un intermediario estero, diciamo un turco, che vi propone di fare più film lui in un mese di quanti ve ne abbiano mai chiesti in Italia. E questo succede mentre i "baroni" del doppiaggio vi sbattono le porte in faccia, dicendovi che col microfono nell'home studio in garage non si lavora. Non vi chiamavano prima e non vi chiamano ora, così per campare magari vi tocca fare i baristi.

Allora vi aggrappate a questa nuova possibilità. Ma l'intermediario estero arriva e vi propone 30, 50 dollari per qualche riga, pagandovi a cottimo. Fermatevi. Farsi rispettare è un'altra cosa.

Nel circuito tradizionale delle sale romane ci sono costi fissi enormi: tecnico, fonico, struttura. Voi, invece, dal vostro studio in cantina e nel tempo libero, state fornendo un pacchetto completo. Avete imparato a recitare a sincrono e a creare un file audio pulito, in un ambiente trattato acusticamente e con attrezzatura professionale, già pronto per le timeline broadcast. Non c'è niente di improvvisato, è un lavoro che finisce dritto su Netflix o Prime. E non potete svendere questa competenza tecnica per 30 dollari. Siete dei professionisti.

Il vero problema è che online siete nell'ombra, isolati sulle piattaforme generaliste che, oltretutto, vi trattengono il 20%. Il committente fa finta di niente perché gli conviene tenervi frammentati. La soluzione è una sola: parlatevi. Mettetevi d'accordo con i colleghi che stanno doppiando il vostro stesso film. Sicuramente ce ne sono altri. Create un accordo trasversale fuori dalla piattaforma e imponete una tariffa base. Minimo 100 dollari, l'equivalente di un turno, anche per sole due parole.

Il turno è una misura standard, storica e inalienabile del doppiaggio sindacalizzato. È una protezione per il vostro tempo. Se non la usate, vi state facendo prendere per il culo. Non abbiate paura che qualcuno vi rubi il lavoro solo perché vi siete parlati: questi intermediari non scelgono le voci a caso, cercano persone capaci di fornire file tecnicamente ineccepibili. Voi lo siete. Una volta scelti e approvati, avete in mano la leva negoziale per non farvi stritolare.

Io stesso in questo momento sto doppiando da casa un film inglese con Bill Nighy, roba che una volta sarebbe passata solo dalla Fono Roma. Ma quelle vecchie sale chiudono o cambiano proprietà, scavalcate da un flusso di lavoro che passa dall'Inghilterra alla Turchia, per arrivare poi in Italia, Germania, Spagna e Francia.

Dovete imporvi e dirlo anche ai vostri colleghi stranieri: fate corpo. Basta con la mentalità da "lavoretti". Se accettate queste briciole, togliendoci il margine che se ne va in tasse, commercialista e cambi valuta, non vi resterà niente in tasca e non vivrete mai di questo mestiere. I baroni del doppiaggio vi odieranno comunque e il mercato globale andrà avanti senza pietà. L'unica difesa è essere uniti, stabilire il turno minimo e non cedere.

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Paolo Balestri esorta i doppiatori freelance a non cedere sui compensi: Fare corpo fa corazza - Il doppiatore che non appartiene a nessuna categoria

Fare corpo fa corazza - Il doppiatore che non appartiene a nessuna categoria
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Commenti pubblicati originariamente sul video YouTube collegato a questo articolo.

@elodimmusicproducer1949
Ciao Paolo, la cosa peggiore che ho sentito ti parlo per il mio settore ma espandibile per settori affini ed è il seguente: io faccio questi prezzi perché mi appoggio sulla quantità... E poi magari in un anno ne fai dieci di lavori, la mia domanda è: il tempo per formarti, il costo di consumo energetico, l'usura, il costo di manutenzione e acquisti di apparecchiature dove lì mettiamo? E giustamente come dicevi fare fronte comune e dare un costo standard ma decoroso per le proposte di lavoro, a parer mio fare pagare poco un lavoro è a solo vantaggio di chi propone il lavoro e come dico spesso è il banco che vince sempre. Un caro saluto e buon lavoro.
@LeonardoPeruzzi_voce
Io sto provando a farmi largo fra la giungla degli aspiranti. Treni Bologna-Roma, dormite selvagge a casa di amici e conoscenti. Tutto spinto dalla passione, ma i liquidi si disperdono facilmente. Quindi ti trattieni ma hai paura di perdere delle occasioni. Che fatica!
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