Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

L'estetica del rumore di fondo e l'AI come MIDI glorificato

3 luglio 2026

Oggi l'intelligenza artificiale inonda il mercato di milioni di brani al giorno, facendoci gridare alla fine della creatività. In realtà, stiamo solo automatizzando a livello industriale la produzione di quel rumore di fondo che foraggia i palinsesti da sempre. È il nuovo MIDI di questa era.

Ho un armadio in garage pieno zeppo di vinili degli anni '80. Dischi dance che all'epoca sembravano immortali. Se non li passavi in radio, eri un coglione. Ogni tanto provo a riascoltarli e mi chiedo: ma che cazzo stavamo ascoltando? Di quella montagna di roba si salveranno forse cento pezzi in tutto. Il resto è roba morta, sepolta sotto decenni di tempo, destinata a finire dritta nel tritarifiuti quando finalmente mi deciderò a fare spazio.

Nel 2026 viviamo esattamente la stessa situazione, ma su scala globale. Spotify vomita milioni di brani al giorno generati da piattaforme come Suno. Nessuno produce per creare qualcosa di memorabile. Si produce merda sperando che nessuno se ne accorga, unicamente per tenere il bancone sempre pieno. Le regole di mercato sono elementari: il padrone della piattaforma vuole lo scaffale strapieno per poter strozzare i fornitori. "Abbassa il prezzo. Ancora meno. Altrimenti vai a lavare i piatti." L'intelligenza artificiale non fa altro che assecondare questa dinamica.

L'altro giorno mi capita una cosa rivelatrice. Un cliente mi chiede un jingle per una radio locale. È un formato che non tocco da un anno e mezzo: mercato crollato, budget ridicoli. Il cliente ha fretta e mi impone un testo letteralmente inmodificabile. Invece di sbattermi a richiamare vecchi contatti o fare salti mortali, ho aperto un software di intelligenza artificiale e gliel'ho fatto generare.

Ho tirato fuori un brano che mima alla perfezione l'estetica della hit da classifica commerciale. L'ho fatto sentire a un collega musicista e me l'ha distrutto: "Suona male qua, si capisce che è finto là". Cazzate tecniche. Per il contesto di provincia e per quel cliente, il risultato era centrato e funzionava perfettamente. Sembrava un pezzo da hit parade.

Tutta questa paura per l'algoritmo che distrugge l'arte nasce da una ridicola idealizzazione del nostro passato artigianale. La verità è che il rumore di fondo c'è sempre stato. Anni fa, in pieno fulgore analogico, sono arrivato in finale in un concorso pubblicitario prestigiosissimo aggirando il sistema. Avevo scaricato un file MIDI banale di Only You, l'avevo aperto con Cool Edit, cambiato quattro suoni, stravolto un paio di accordi e ci avevo fatto cantare sopra il testo dello spot a un mio amico tenore. Un lavoro di bassa manovalanza, privo di originalità, ma con una voce splendida e un testo geniale ma popolare, e avevo superato le mega-produzioni e la gente in sala applaudiva. Siamo stati fatti fuori solo quando le grandi agenzie si sono fatte valere col loro potere con i giudici, pretendendo che a vincere fosse uno dei loro spot. Il concorso, l'anno dopo non ha riaperto i battenti e l'organizzazione ha fatto sapere che la natura dello stesso era stata violata dalla violenza commerciale e siccome uccideva il loro scopo, premiare la creatività e l'originalità del momento, non avrebbero proseguito. Ne sono nati altri, più accondiscendenti, perché il bancone deve sempre essere ingombro di merce. Non c'è da scandalizzarsi ma solo da prenderne atto.

Oggi potrei far fare esattamente la stessa cosa con una macchina. La creatività l'ho messa io, la manovalanza sporca l'ho delegata. L'intelligenza artificiale per questi jingle non sta uccidendo i capolavori, sta semplicemente automatizzando il lavoro ripetitivo e mediocre che i professionisti facevano già a mano. L'industria culturale ha sempre tollerato tonnellate di spazzatura pur di riempire i palinsesti. L'AI è solo il file MIDI di questa nuova epoca.

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Riflessioni su jingle, memoria e il rumore dell'intelligenza artificiale: AI e spazzatura digitale - cosa resterà degli anni 80

AI e spazzatura digitale - cosa resterà degli anni 80
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Commenti pubblicati originariamente sul video YouTube collegato a questo articolo.

@EnricoCupellini
Certo che me li ricordo gli anni 80 e non mi toccare la musica degli anni 80
@EnricoCupellini
E non puoi fare la cacca con i video di YouTube ti fa male!!!
@PaoloBalestri Autore
@EnricoCupellini😂
@equilibrioedenaro
Ciao Paolo, sai cosa mi ha colpito di questo video? Quando ti chiedi se qualcuno un giorno si ricorderà di te. Io posso parlare solo per me, ma una risposta ce l'ho. Gli anni '80 mi mancano tantissimo. Erano anni diversi, con valori diversi, persone diverse e un modo di vivere che oggi sembra appartenere a un altro mondo. Certo, anche allora esistevano tante cose brutte, non voglio idealizzarli, ma c'era qualcosa di autentico che oggi faccio fatica a ritrovare. Io ho 58 anni e credo che siamo quasi coetanei. Da sempre sono stato innamorato del mondo della radio, della voce e dell'audio, ma per tante vicende della vita non ho mai avuto il coraggio di entrarci davvero. Quel coraggio l'ho trovato grazie a te. Grazie ai tuoi video, e soprattutto ai contenuti riservati agli abbonati, ho trovato la forza di affacciarmi finalmente a quel mondo che avevo sempre sognato. Oggi, nel mio piccolo, sto percorrendo quella strada anche grazie a quello che hai insegnato e continui a condividere. Per questo, se ti chiedi chi si ricorderà di te, io posso dirti che io sarò uno di quelli. Perché non mi hai lasciato solo dei contenuti da guardare: mi hai dato il coraggio di fare un passo che aspettavo da una vita. E per questo ti dico semplicemente: grazie. Antonio
@PaoloBalestri Autore
Aspetta aspetta devo farlo vedere a mia moglie ❤😘😘😘
@nicolalanci1987
Settimana scorsa ad una festa di paese mi sono beccato in live Il giardino dei semplici... Mi sono ricordato di una canzone che ascoltavo da piccolo in una stereo8 dal divano di mio nonno (quei divani con la luce, radio con vinili e cassettone)... Ascoltandoli dal vivo, era una canzone di merda comunque 😂 però da piccolo, azionare tutto l'affare nel divano di mio nonno, fare rewind pigiando quei tastoni era tutta un'altra emozione
@ignaziozichittella3109
D'accordo, la merda è sempre merda. Ma quella degli anni '80, a confronto con quella di oggi, sembra Chanel N°5.
@PaoloBalestri Autore
😂 purtroppo devo concordare
@savtal979
Concordo che anche allora c'era tantissima musica di merda e cose di nulla creatività, ma c'era anche qualche cosa che ogni tanto emergeva e ci riempiva l'anima, c'è molta differenza con questo periodo che manca di quelle punte creative quasi del tutto.
@diegoconti2646
E' sempre una grande piacere ascoltarti devo dire che ti Paolone svolgi anche un ottima funzione sociale con i tuoi video.Grazie.
@luceinnatura
Ciao Paolo non ti conosco, ma ti stimo da questo video si capisce la tua profondità , sei un grande 😅 e la radio canta una verità dentro una bugia ... oggi manco più quella , c è un annichilimento dell arte, fra un po' non servirà più nessuno né io né te e chi se lo ricorderà? nessuno ma soprattutto per la logica dell economia e del rumore immenso di fondo nessuno pensa, ok tutti a spasso e chi sarà a consumare...😂😂 si attaccheranno al tram .... spero di esserci per l ironia di godermi lo spettacolo😂😂😂 magari cantando un bel jingle di merda...🙋🏻
@PaoloBalestri Autore
Ha ha ha! Grazie bro! Stima reciproca!
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