Clonare se stessi per cantare: l'IA musicale e le barriere d'identità
Io non so cantare, sono stonato come una campana. Quindi ho deciso di clonare la mia voce per farla cantare a un'intelligenza artificiale, giusto per capire che effetto fa. Ne è uscita una roba a metà tra un Elvis sbiadito e l'Orchestra Spettacolo Casadei.
Ho registrato una sessione di lavoro per testare i limiti di un software di IA musicale. Ho preso un mio testo, "Come gatti sul divano", e ho provato a far cantare il sistema usando un campione della mia voce parlata. La cosa divertente è che la piattaforma non ti fa caricare semplicemente un file audio e via. Ha un blocco di sicurezza: ti costringe a fare una verifica in tempo reale. Ho dovuto leggere ad alta voce una frase casuale in inglese, tipo "Sing a soft melody as the night wind sings along", per dimostrare che il timbro da clonare era effettivamente il mio. Se non passi il test, l'IA non clona niente. Per evitare che qualcuno fotta la voce a un altro, non è affatto un brutto sistema. Anzi, ha molto senso.
Superato il blocco, ho fatto elaborare la traccia. Il risultato? Bizzarro a dir poco. Dato che come cantante faccio pietà, la macchina ha fuso la mia voce clonata con quella di un cantante sintetico predefinito. Si sentiva chiaramente una doppia voce, una sorta di ibrido sonoro che ricordava la Romagna d'estate, i tavoli del liscio, Raul Casadei o un Elvis di terza categoria. Praticamente ti fa fare le cose che non sai fare mascherando i tuoi difetti sotto uno strato di cantante sintetico.
Per me è un gioco. Sto usando questa tecnologia come un giocattolo, un passatempo. È come la macchinina Bburago: sembra una macchina vera, ma se ci salti sopra non arrivi neanche al semaforo. Ne sono uscite canzoncine carine, ma non ha niente a che fare con il lavoro di un vero artista o di un vero cantante. Non c'è alcun rischio per loro se l'utente sono io.
Eppure, c'è un risvolto molto pratico. Se dai uno strumento del genere in mano a un musicista vero, uno che sa usare software seri come Logic, la storia cambia. Per loro questa roba non è più un giocattolo inoffensivo, ma un potenziale creativo enorme, un mezzo per fare quello che gli pare. Io, da parte mia, continuo a smanettarci, a fare le prove e a prenderci le misure. Faccio questi test per capire come funzionano queste macchine e come smontano la realtà sonora, prendendo i miei difetti e ibridandoli con i loro modelli.
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Qui puoi visionare l'esperimento di clonazione e generazione musicale: https://youtu.be/vogIktJRzxI

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