Adattarsi all'algoritmo o rimanere una nicchia?
Ho pubblicato un video che ha fatto numeri molto sopra la mia media. Leggendo le statistiche di ritenzione, però, i dati confermano la dura realtà della soglia di attenzione moderna e di cosa significa davvero essere spinti dall'algoritmo.
Non è colpa degli altri. È sempre colpa tua quando qualcosa non funziona, perché sei tu nel mondo degli altri e fai le cose per gli altri. Così, sono andato a spulciare i dati di un mio ultimo video.
Ho pubblicato un video che in pochissimo tempo ha raggiunto le 1169 visualizzazioni. Per il mio canale, che è piccolo e dedicato a un pubblico di nicchia (perché io sono di nicchia), è un numero enorme. Di solito, nelle prime 17 ore, viaggio tra le 200 e le 310 visualizzazioni. Questo ha accumulato 3,7 ore di visualizzazione. Praticamente la durata di un film di Kubrick, su un filmato che non arriva nemmeno a un minuto.
Tutto bellissimo, finché non guardi l'analisi della fidelizzazione. Nonostante l'alta portata, la percentuale media visualizzata è del 44,1%. Significa che il pubblico ha abbandonato dopo circa 24 secondi.
24 secondi. Non sono nemmeno arrivato a metà video e ti sei già rotto. Meno della metà è rimasta lì, la gente che sono riuscito ad assuefare. L'altra parte ha deciso di andarsene, probabilmente pensando "ma che cazzo dice sto qua?", scartandomi con un colpo di dito sullo schermo. Il calo maggiore avviene esattamente quando finisce il preambolo e inizio a spiegare i dettagli tecnici del progetto: la realizzazione di produzioni con un solo attore.
Gli strumenti di YouTube parlano chiaro e mi danno i loro "consigli per migliorare": inserire un gancio più rapido. Mi dicono di anticipare il concetto nei primissimi secondi. Praticamente partire subito con l'orgasmo, senza neanche un bacio o una carezza. Lingua in bocca subito. Mi suggeriscono anche di ottimizzare il titolo con robe tipo "Un solo attore per tutti i ruoli. Sta succedendo davvero!" per incuriosire chi capita sul video.
Il punto è che se uno non riesce a resistere 24 secondi, significa semplicemente che non gliene frega un cazzo di quello che dico. Costruire i contenuti sulla base della pigrizia mentale delle persone, assecondando una soglia di attenzione che ormai è arrivata a cinque secondi, non ha senso.
Su oltre mille visualizzazioni ho generato tre mi piace e zero commenti. Questo vuol dire che la maggior parte delle persone a cui l'algoritmo ha mostrato il video (magari mentre scorrevano il feed rincoglioniti dopo pranzo) non era in target. Un video mostrato a sconosciuti non è una conversazione, è uno spot non richiesto.
Su un video di un minuto, il 56% delle persone si è tolto dal cazzo dopo 24 secondi. Semplicemente, a quel pubblico lì, sto sulle palle. E va bene così.
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Paolo analizza le metriche di ritenzione di YouTube e riflette sulla soglia di attenzione del pubblico moderno. Guarda il video originale su YouTube

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