Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

RØDE story - i miei microfoni RØDE e la storia non ufficiale dell'azienda

15 gennaio 2024

Questa è una storia di tedeschi, inglesi, svedesi e australiani. Ed è una storia che vede coinvolti anche i cinesi e i russi, in un momento in cui finisce una guerra ma ne inizia un'altra. A un certo punto i topi scappano sulle tubature, nascono i roditori, ed eccoci qui a parlare di microfoni. Con un po' di sano pragmatismo australiano e qualche sassolino da toglierci dalle scarpe sui 32 bit.

Quando ho iniziato la mia avventura nell'audio con il mio piccolo studio, ho avuto proprio uno dei primi RØDE, l'NT2 del 1995 (sul quale ho fatto negli anni diversi test a confronto con l'U87Ai). Ma la RØDE già da un po' stava fabbricando, o meglio modificando, microfoni cinesi per migliorarli e per poi distribuirli con il proprio marchio.

Eppure, per capire davvero da dove arrivi la tecnologia che oggi abbiamo sulle nostre scrivanie, dobbiamo fare un bel salto indietro nel tempo. Si va dritti a casa, senza più pensare che la guerra è bella anche se fa male. Si torna a cantare, a farci fare l'amore dalle infermiere. Inglesi, americane, russe... non ha importanza, tutte uguali, belle sode. Tornare a fare l'amore era la cosa più importante dopo una guerra così difficile, che aveva visto il mondo dividersi in due parti. Da una parte i comunisti, dall'altra i capitalisti.

Hanno diviso a metà l'Europa, ma la Germania ha subito una sorte anche peggiore: non era divisa a metà, era divisa in quattro. Un pezzo lo volevano i francesi (perché i francesi hanno combattuto e non gli vuoi dare nulla?), quindi la parte Nord era loro. In mezzo c'erano gli inglesi, perché la famiglia reale britannica ha origini teutoniche e ne voleva un pezzo. L'altra se la sono presa gli americani, e i russi hanno preso tutto il resto.

Georg Neumann, con la Germania divisa, ha avuto un grosso problema. Prima della fine della guerra, la sua fabbrica a Berlino era stata bombardata, costringendolo a spostarsi a Gefell e continuare a lavorare lì. Ma quando dividono Berlino – non ancora con il muro, quello è arrivato dopo per arginare la gente felice a Est che migrava in massa a Ovest – Neumann aveva già capito l'antifona. Era tornato a Ovest e aveva rimesso in piedi la sua fabbrica. Un pezzo di quella tecnologia, però, era rimasta a Gefell, finendo dritta nelle mani del Partito Comunista.

Ed è qui che entrano in gioco i cinesi. Mao Tse-tung aveva bisogno di comunicare al popolo, di spiegare che ci si doveva fare il culo e lasciare tutto al partito. La tecnologia audio serviva come il pane, e guarda caso quella tecnologia si trovava già a Est. Non si sa bene come sia andata. Forse qualche tecnico è partito per la Cina portando in dono una birra, e fra un calice e l'altro gli è scappata qualche parola di troppo. Fatto sta che in Cina hanno cominciato a parlare tedesco. E quando in Cina si parla tedesco, ti chiedi perché. I cinesi hanno imparato a fare le schede di preamplificazione, le capsule microfoniche e tutte quelle cose che i tedeschi sapevano già fare molto bene.

Qualche anno dopo, alle fiere dell'elettronica, qualcuno cominciò a vedere dei microfoni cinesi che però erano palesemente tedeschi. Lo capivi subito. Il microfono aveva i sandali con il calzino bianco, i pantaloni corti, un po' di panza ed era pure biondo. La 797 Audio pare sia nata proprio negli anni '50 per fornire queste apparecchiature al partito e all'esercito, in un'era di tensioni fortissime, la Guerra Fredda. Era essenziale comunicare chiaramente via radio: immagina un attacco bellico dove chi ascolta capisce "cassa 4" invece di "bomba". È già troppo tardi.

Da Londra alla Svezia, fino in Australia

Spostiamoci a Londra, fine anni '50. In Europa c'è il caos più totale, e una coppia (Henry e Astrid) decide di spostarsi dalla fredda Londra alla calda Svezia. Chi non vorrebbe andare a prendere un po' di sole in Svezia? Lì mettono su famiglia e nasce Peter. Con una bocca in più da sfamare, papà Henry si trova un lavoro come tecnico in una fabbrichetta di sistemi di comunicazione, tra cui citofoni.

Il citofono è cruciale in questa storia. I tecnici tentavano di realizzare un citofono a transistor – oggi fa ridere, ma all'epoca era fantascienza – senza riuscirci. Henry, che faceva l'operaio nella linea di montaggio, se ne portò uno a casa, lo smontò, lo fece funzionare e lo riportò in azienda. I capi, svedesissimi, dissero gas (sì, quanto è bravo questo ragazzo), e lo fecero ingegnere capo. Il suo prodotto fu il più venduto dell'azienda per 15 anni. C'era un solo problema: per mantenere la qualifica doveva studiare matematica, e lui con la matematica non andava d'accordo. La stessa cosa che dicevo io alla mia professoressa: "Io la sua matematica non la capisco, per il resto sono un genio".

Henry era però bravissimo a fare i mix per le band svedesi, usando attrezzatura Dynacord. La Dynacord capì il talento e gli buttò lì un'idea: "Perché non distribuisci i nostri prodotti dall'altra parte del mondo?".

Ed eccoci in Australia, a Sydney. Qui fondano la Freedman Electronics (oggi Freedman Group). Si occupavano di sistemi di amplificazione per palazzetti e discoteche, e Henry era un fonico talmente apprezzato che nel 1968 curò l'audio per la tournée di Tom Jones. Il successo va avanti fino al 1987, quando Henry viene stroncato da un infarto mentre falcia il prato. Ciao.

A questo punto tocca a Peter Freedman prendere in mano la situazione. Non aveva finito gli studi, e da un giorno all'altro si ritrova imprenditore senza sapere di avere la stoffa. L'inizio è un disastro, l'uomo pilastro dell'azienda non c'è più, e il mercato sta cambiando. Nascono gli home studio, esce l'Alesis ADAT, i budget si riducono. I fonici indipendenti non possono spendere 5.000 dollari per un microfono, ma hanno orecchie buone e sanno valutare la qualità. Serve roba buona a poco prezzo.

I roditori, i cloni cinesi e la lettera a Peter

Peter si ricorda di un viaggio in Cina fatto col padre dieci anni prima. Lì aveva visto quei cloni dal sapore teutonico, figli della tecnologia di Gefell. Ne ordina una ventina, li modifica nel suo laboratorio e li butta sul mercato. E vanno via come topi sulle tubature. Immagina di aprire il sottolavandino e vedere la coda dei topi che spariscono. È un modo di dire australiano; noi diremmo che andavano via come il pane.

Quei microfoni vennero battezzati, tra amici, "roditori". Da lì il nome RØDE (Rodent -> Rode NT). L'NT1, il "Roditore 1", aveva però un difetto: somigliava sputato all'U87 tedesco. E la Neumann, ormai della Sennheiser, si infastidì parecchio. "Tise, i tuoi microfoni somigliano tante troppo ai i miei, no?". Peter si difese dicendo che li aveva comprati così in Cina, ma la minaccia del tribunale era reale.

Bisognava cambiare tutto, anche per avere il controllo totale sulla produzione, visto che l'elettronica la facevano in casa ma le capsule arrivavano dalla Cina. Io stesso ho avuto problemi con la capsula del mio vecchio NT2 del 1995. Ho scritto a Peter e gli ho detto: "Peter, non trovo la capsula". E lui: "Non ci posso fare niente, non la faccio più. Prova a cercare una RK67 in Cina". Sono andato in Cina – metaforicamente, s'intende – alla 797 Audio, ho comprato una RK67, gliel'ho montata (raccontando l'operazione nel post sull'NT2 modificato RK47) e suona di nuovo come una volta. Una bella esperienza.

Sulla storia dell'NT2 originale c'è anche una discussione storica su Gearspace dell'agosto 2010. Michael Joly (noto per le sue modifiche ai microfoni Oktava e a condensatore) faceva notare come le dimensioni e la forma dell'headbasket dell'NT2 fossero un punto vincente rispetto a molti microfoni economici dell'epoca, anche se le capsule originali cinesi tendevano ad avere una certa eccessiva ariosità in alto. In quella stessa discussione si ricostruiva come l'NT2 originale fosse realizzato per RØDE dalla 797 Audio in Cina, con il circuito poi sostituito da quello progettato dall'ingegnere americano Jim Williams. Quando RØDE decise di spostare l'intera manifattura in Australia abbandonando i componenti cinesi di 797 Audio, fu Behringer a farsi avanti per produrre il suo primo B2 originale usando quegli stessi identici stampi e componenti cinesi.

Nel frattempo la mia collezione di RØDE cresceva: dopo l'NT2 è arrivato l'NT1 prima serie verniciato chiaro del 1997, poi nel 2001 l'NT1000 (che ancora oggi è a catalogo praticamente immutato), l'NTK a valvola comprato usato a cui ho sistemato valvola e capsula, i cannoncini per strumenti, l'NT-USB, diversi NT1-A e poi l'NT nero uscito nel 2013, fino al recente NT1 5th Generation a 32 bit floating point.

Dentro la fabbrica: SMT, laser ad argon e macchine svizzere

Se andiamo a fare un giro nella fabbrica RØDE a Sydney, capiamo perché riescono a tenere i prezzi così competitivi con una qualità eccellente. Peter è un uomo sanguigno, molto orgoglioso dei suoi macchinari.

Ti fa vedere la linea SMT (Surface Mount Technology), dove macchine pazzesche stampano la pasta salda e piazzano microcomponenti a velocità folli, sfornando centinaia di migliaia di schede perfette senza l'ombra di un operaio al banco. "La gente dice che l'SMT è cattivo e che il foro passante è meglio. È una bugia", dice Peter. O meglio, c'è un fondo di verità per roba esoterica o valvolare, ma per condensatori sul percorso audio critico, le parti a montaggio superficiale suonano meglio e tolgono i problemi causati dai cavi fisici. Quando la concorrenza chiede come fa a competere con la manodopera a basso costo, lui risponde semplicemente: "Non ho molti operai, ho l'alta tecnologia". E per quelle attrezzature parliamo di investimenti ben superiori al milione di dollari.

Ma non è solo SMT. Peter ci mostra saldatori laser ad Argon da 200.000 dollari. Li usa per saldare i microscopici tubicini in acciaio inossidabile dei microfoni ad archetto (come l'HS1 e il Pin Mic). Nessuna corrosione sul giunto. I cavi in Kevlar? Impossibili da tagliare (la moglie di Peter voleva che si impiccasse con quel cavo una volta finito il progetto). Ci ha messo mesi per trovare una micro-macchina giapponese che riesca a tagliarli con la precisione di un capello umano.

E poi c'è la stanza di avvolgimento dei trasformatori. Tre anni di lavoro e mezzo milione di dollari in macchine svizzere per avvolgere i trasformatori dei microfoni valvolari come il nuovo RØDE 1947, ma anche per NTK e NT1000. Nessun altro fa queste cose in casa su questi volumi. Infine, la "Clean Room", la camera bianca con filtri HEPA a pressione positiva dove assemblano le capsule per i microfoni di fascia alta (NT1, NT1000, NTK, NT5). Non è gente seduta al tavolo della cucina che lima pezzi di ottone su un cartone, è ingegneria di precisione allo stato puro. E ogni microfono ha un numero di serie inciso a laser e registrato per tracciarlo per sempre.

I 32-bit float e la fiera dell'inutile

L'evoluzione più recente è l'NT1 Quinta Generazione, che incorpora un preamplificatore e un'interfaccia USB a 32-bit floating point, oltre alla connessione XLR classica. Me lo sono comprato. Mi sono venduto il rasoio e l'ho preso. Chiedimi se sono felice. Sì, è fantastico, ma ci sono delle cose che mi fanno davvero bestemmiare.

Il problema enorme di questo microfono in modalità USB è che non puoi monitorarti in cuffia direttamente dal microfono. Non ha un'uscita cuffie come i vecchi modelli USB (tipo l'NT-USB, che aveva l'uscita cuffie e i due pomelli per gestire quanto computer e quanto microfono sentire in real time). Con il Quinta Generazione, devi farti ritornare l'audio dal computer. Anche se abbassi il buffer della tua scheda audio a 64 sample, hai sempre un delay. Quando parli e ti senti in ritardo, non riesci a parlare. È difficilissimo. Quindi in live sei fritto, non hai monitoring a latenza zero.

E poi c'è il software Aphex. RØDE si è comprata l'Apex anni fa e infila i loro algoritmi ovunque. Dentro al software del microfono trovi un compressore, un noise gate (non un expander, proprio un gate) e un exciter. Peccato che se lavori a 32 bit questi processi non siano disponibili; funzionano solo a 24 bit. Ma il vero crimine è l'interfaccia utente: hai un compressore che può arrivare a un rapporto di 4.5:1, con un release di 5 ms e un attacco lento per non essere troppo aggressivo. Perfetto. Ma non c'è un indicatore di Gain Reduction! Non sai a quanti decibel sta iniziando ad abbassare, non vedi la riduzione del guadagno. Non lo puoi sapere. Non te ne fai assolutamente un cacchio: devi andare a occhio e fare prove su prove. Ma come fai a fare prove a orecchio se hai il delay del ritorno in cuffia? Devi avere un fonico accanto. È una funzione inserita per il marketing, del tutto inutile nella pratica.

La verità? L'hanno fatto USB perché il mercato vuole i microfoni USB e colorati (la Signature Series è la stessa cosa, con i corpi colorati ma i cappucci argento/oro invece che neri, e con 142 dB di SPL). Ma se devi fare un lavoro serio, spendi quei 60 euro in più per il Quinta Generazione, ignorane l'USB e attaccalo in XLR alla tua scheda audio di fiducia. Ti arriva con un sistema antipop pesantissimo che pesa un chilo (il che è un bene, perché assorbe la vibrazione delle plosive e non la fa arrivare al microfono, al contrario di quelli inglesi leggerini che costano una fortuna). Il suono in XLR è praticamente identico al modello nero del 2013, forse ha mezzo dB in meno di rumore di fondo (4 dBA, un microfono impressionantemente silenzioso), ma la pasta sonora è la stessa. E se lo metti a confronto con concorrenti diretti di fascia simile come il Lewitt LCT 440 Pure, vedi subito come le scelte timbriche e costruttive facciano la differenza.

L'impero Freedman: acquisizioni e pandemie

Quello che Peter Freedman sta costruendo in Australia non è una semplice fabbrica di microfoni, è un impero. Il Freedman Group sta assorbendo tutti. La logica è semplice: "Hai un concorrente che ti vuole fare le scarpe? E tu gli compri l'azienda". Ed è esattamente quello che ha fatto. Ha comprato Apex, ha comprato Soundfield (i maestri dell'audio 3D e ambisonico), e poi la Event Electronics (che faceva monitor molto interessanti e di cui ci chiediamo ancora oggi che fine farà). E a dicembre 2023, la botta finale: ha deciso di comprarsi la Mackie. Un marchio leggendario per l'amplificazione e il mixaggio entra nella famiglia RØDE. Forse uniranno la divisione amplificazione di Mackie con la Event per dominare anche quel settore dove la RØDE era leggermente scoperta. Nel frattempo, Mackie si è presentata al CES con aggiornamenti importanti, che in parte si accavallano ai prodotti RØDE.

E Peter non è solo un capitalista affamato; ha un fiuto mostruoso. Ve lo ricordate il periodo pandemico, con le navi ferme in porto perché i marinai avevano il raffreddore, e la roba che non arrivava? I produttori non riuscivano a far uscire i prodotti perché mancava la materia prima. Bene, Peter aveva comprato 16.000 metri quadrati di magazzini vicino alla fabbrica e li aveva stipati di materie prime poco prima che accadesse tutto questo. Come se avesse annusato l'aria.

Aggiungeteci le eccentricità da miliardario appassionato. Pare che abbia comprato la chitarra acustica di Kurt Cobain dei Nirvana all'asta per una cifra tra i 6 e i 9 milioni di dollari. E poi la manda in tour mondiale per devolvere il ricavato ai creator australiani che lo hanno sostenuto durante la pandemia.

Recentemente mi è capitato un cliente che mi ha chiesto che microfono usassi. Gli ho fatto l'elenco. Alla fine ha scelto il Neumann TLM 103, semplicemente perché anche il francese, il tedesco, lo spagnolo e il russo che lavoravano allo stesso progetto avevano un 103. Voleva fare il progetto con lo stesso microfono. Questo non significa che suoneremo tutti allo stesso modo (ognuno ha la sua scheda e il suo ambiente), ma molte volte l'acquisto si fa per consuetudine, per sentito dire, o per mostrare al cliente il marchio blasonato. Eppure oggi, secondo me, potresti tranquillamente vantarti di avere un RØDE. Tutta la serie NT1, specialmente per il voiceover, è assolutamente eccezionale, pulitissima e molto lineare.

E a differenza di altri marchi (come Lewitt, o Austrian Audio, uscita da AKG e diventata un gigante) che producono per lo più in Cina, la RØDE continua a fare le cose, e a farle maledettamente bene, nella sua fabbrichetta in Australia.

RØDE storia non ufficiale - NT1 NT2 NT1A NT5th NT1000 NTK e altri
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Commenti pubblicati originariamente sul video YouTube collegato a questo articolo.

@ilmaestrodellamusica
Io preferisco sempre il vecchio NT1 nero... il signature è troppo frizzante, e se costa di meno ci sarà un motivo...
@larash70
Io sono quella che spolvera il chilo di anti pop del Rode!!!! Sono Lara degli SH. 👍👍👍🥰
@PaoloBalestri Autore
Mitica Lara! Un lavoro da … paura!
@larash70
@PaoloBalestri 😉
@robertocesaretti7456
Sai cosa sarebbe carino provare? Un bel Microtech Gefell M 930 o 940 che sia, che te ne pare? Trovarlo però!
@PaoloBalestri Autore
Eh! Da tanto gli do la caccia!
@sclep1
bellissimi questi video in stile documentario veramente top
@IlFantastomondico
io fare confuzione: io ha compra nu rodde nt2 per 250 sacchetti su musicalemercatinen ja? Esso ci ha bollino 'meidinaustralia' e no ha problemi de zuono che è sehr gut picobello no capire io che ha afuto kulo o le preccedente proprietatio burlone ha fatte modifike e messo bolino falzo?
@PaoloBalestri Autore
Naaa, non è che a TUTTI succedeva! Ma a me e a molti altri sì.
@IlFantastomondico
🙈👍🏼
@andreabertotti1058
Mi è scomparso il commento... boh. Ti facevo i complimentoni, bellissimo conoscere la storia. Hai mai provato i micofoni russi Elation ? Io uso con soddisfazione dai primi anni 90 un KM901 che ancora suona dignitosamente, e penso sia un pre serie.
@PaoloBalestri Autore
Grazie 🙏 Elation? Non li conosco! Adesso però... devo sapere!
@festinalente-
@PaoloBalestri adesso in assetto da segugio per scoprire i mic della madre Russia, da da 🙂
@PaoloBalestri Autore
@festinalente- tengo famiglia 😄
@festinalente-
@PaoloBalestri tu venuto qua per scoprire grande segreto di microfono russo? Tu cosa portare dono? - io portare grande tortellino 😂
@PaoloBalestri Autore
@festinalente- vacca boia! Sarei il primo a conquistare la Russia! Manco i cinesi! Ma loro non hanno il tortellino, l’ombelico di Venere in brodo…
@festinalente-
@PaoloBalestri tu non conoscere grande tortellino russo, essere famoso anche a Bologna 😂. Sto morendo 😂
@nicolalanci1987
Sto Freedman mi piace... Quindi lui sa che io ho un Nt1... Comunque paragonato agli altri, il 5th gen è più scuretto, mi sembra...
@PaoloBalestri Autore
L’hai registrato sul sito? Ha 10 anni di garanzia.
@nicolalanci1987
@PaoloBalestri certo che si, registrato ed infatti scrissi alla Rode per quel problemino di auto-spegnimento. Hanno risposto il giorno dopo mettendomi in contatto con il centro assistenza italiano. Non so quanti nt1 quinta gen ci sono in giro per l'Italia, il mio è il secondo che ha dato problemi... Una possibilità su 1 milione. Che cool!
@multiradio
Di' la verità, quanto ti hanno dato? :-) ...scherzo ovviamente e complimenti, bellissima presentazione. Qualche settimana fa ho riparato un NT1 di quarta generazioe di un amico musicista disperato perché dopo aver preso umidità aveva cominciato a fare dei brutti rumori e alla fine prima di restituirlo ho fatto un po' di prove: sono rimasto mooolto positivamente impressionato! Le ultime generazioni dell'NT1, quelle con la capsula HF6 sono mooolto migliori delle precedenti e il suono è fantastico. L'ho usato per un po' confrontandolo con i miei e in particolare con il Tlm103. Per certi aspetti preferisco l'NT1, specialmente per la pulizia sulle alte frequenze. Veramente notevole. Per la registrazione a 32 bit vorrei aggiungere "per la cronaca" che lo stesso effetto di assenza di clipping si ottiene anche con molti editor impostando la registrazione a 32bit se durante l'editing si supera lo zero dB. Questo perché i 32bit rendono possibile, attraverso la virgola mobile, lo "scaling" di ciò che si sta elaborando al prezzo di una leggera, quasi nulla riduzione della dinamica. Basta infatti abbassare il livello e ti accorgi che non c'è stata alcuna distorsione.
@PaoloBalestri Autore
Grazie 🙏
@AriannaMarchionni
Sei un pozzo di scienza Zio Paolo! 🧐 È sempre un piacere poter ascoltare i tuoi racconti, GRAZIE 🙏🏻
@PaoloBalestri Autore
Dovresti pubblicare più canzoni tue! L’ultima è bellissima
@AriannaMarchionni
❤🙏🏻
@massimofabiani8679
Ho visto il video già due volte e me lo vedrò ancora. Bellissimo. Viene voglia di fare due cose: cercare un libro che racconti la storia di queste aziende (Rode, Neumann, Shure, ma anche Behringer...); comprare un bel Rode NT1! Grazie Paolo.
@PaoloBalestri Autore
Dovevo farmi pagare da Peter! 😂
@massimofabiani8679
@PaoloBalestri 😁😉
@delthy1395
Sei veramente un professionista. Sei riuscito a farmi emmegere nel racconto dell'inizio. Sei il top
@andrea.rellini
Grazie, video utilissimo! Complimenti per la disanima e per l'omaggio a Rode. C'è da capire perché questo genio dell'industria elettronica abbia voluto con sé Lewitt, a me era capitata per le mani l'LCT 440 e mi aveva fatto una pessima impressione anche senza questo confronto diretto con l'Nt1.
@PaoloBalestri Autore
Grazie Andrea! Lewitt non credo sia parte di RØDE. Comunque non c’è confronto a mio avviso ma è vero anche che per tanti l’NT è troppo caldo. Dipende sempre dal contesto d’uso 🫶
@andrea.rellini
@PaoloBalestri grazie della precisazione e perdona la gaffe allora, avevo capito male. Le mie orecchie stanno meglio con il "clado" e con le frequenze basse dell'NT.
@Uomo-ratto
Hai pensato di fare un video sui migliori microfoni per fascia di prezzo e utilizzo?
@PaoloBalestri Autore
Si ma non ho i soldi 💰😅 quindi faccio come posso
@danielegreco5717
Ciao Paolo! Vorrei un primo micro xlr per doppiaggio e voice over, prima avevo un blue yeti usb. Posso permettermi di spendere anche 400€, secondo te meglio nt1, nt2a, nt1000 o nt2000? Sono comparabili al lewitt 440? O meglio buttarmi sul tlm102? Grazie mille e grazie per i tuoi video!!
@PaoloBalestri Autore
Che scheda audio hai?
@danielegreco5717
Per ora una tascam 2x2, con l’idea di fare un upgrade prima o poi.
@PaoloBalestri Autore
@danielegreco5717 Rode NT1 Signature. Meno di 200€ - sE Electronics X1S, meno di 150. Lewitt LCT440, sui 250. Rode NT1 5th Gen che integra anche un ottima USB C. Rode NT1000 costa comunque quasi 300€ e non è molto flat, è broadcast, molto bello ma magari non è facilissimo da mixare con altri microfoni. TLM102 ci vogliono sempre 600€, suona bene ma non so se sulla Tascam te lo godi molto. Stellar X2, solo su Amazon, sui 250, molto bello e su quella scheda lo vedo bene. Aston Spirit, stessa cifra più o meno, stile U87 ma più leggero come suono, un filo rumoroso forse, se avessi una Apollo, ad occhi chiusi.
@danielegreco5717
Tra questi, così a sentimento (già hai capito che non ne capisco un c.), prenderei il TZ o Lewitt. qualsiasi sarà la scelta ne farò tesoro💪🏼 Grazie mille dei consigli!
@Mitchblu77
Ciao, è sempre un piacere ascoltarti con tutti questi contenuti!!! Ho ricomprato il famigerato RØDE NT-1 Signature Series di colore rosso, direttamente dal loro Shop RØDE, penso che è proprio il miglior microfono che esista, non trovo differenze con microfoni più costosi (Neumann) ecc… l’NT-1 suona pazzamente bene e la voce nel mix si incolla alla perfezione… ✌️
@diegoconti2646
Il Voice over number one!!
@diegoconti2646
Buongiorno Paolo.Ma L'U89 e molto diverso dall' u87?
@PaoloBalestri Autore
@diegoconti2646 si, sono decisamente diversi. Molti lo preferiscono perché dovrebbe avere più resistenza agli alti volumi e un suono più scuro
@diegoconti2646
@PaoloBalestri Il neumann u87 anche usato ha prezzi folli l 89i e piu' accessibile per questo chiedevo.
@PaoloBalestri Autore
@diegoconti2646 Sono diversi. Ma sono sempre cosiddetti top di gamma. L’ u89 non ha alcuno difetti dell’ u87 che in certi ambiti è fastidioso, sulle voci mediose in particolare dove potrebbe non essere la scelta migliore. Nasce per le radio e si porta dietro la sua eredità, l’87
@diegoconti2646
Caro Paolo un Rode NT1 anni 90 e' un buon affare?Quello color crema..
@PaoloBalestri Autore
Se in buone condizioni si, ottimo. Dipende anche dal prezzo perché essendo vintage potrebbe essere assai costoso. I più interessanti sono quelli di Oktava Mod. Se ne trovano ma è probabile che costino di più.
@diegoconti2646
Con i circuiti smd non puoi modificare i componenti cosa che puoi fare invece con le resistenze e condensatori Point to Point classici e questo e' un gran vantaggio puoi trasformare i tuoi microfoni nei componenti cambiandoli.I circuiti smd fanno schifo.
@PaoloBalestri Autore
In realtà puoi ma oltre ad essere più difficile (due condensatori non sono un problema) potresti introdurre rumori
@diegoconti2646
@PaoloBalestri Ma il problema e che inseriscono sia resistenze che condensatori smd e quelli non li puoi cambiare sono stampati sul circuito.
@diegoconti2646
@PaoloBalestri Il problema e che inseriscono resistenze e condensatori in smd e quelli sono microscopici,e stampati sul circuiti senza possibilità di sostituzione.
@PaoloBalestri Autore
@diegoconti2646 No no, puoi usare anche quelli standard, anzi, per i condensatori è decisamente meglio. Si fa, ma è difficoltoso.
@carlostanzani-g5x
Ciao Paolo, e complimenti. Ti posso chiedere un consiglio? Non sono un professionista ma ogni tanto devo registrare una clip di solo parlato. Il Rode nt 5th potrebbe essere un buon microfono per me? O mi consigli altro? (Ho una interfaccia audient id14). In ogni caso grazie
@PaoloBalestri Autore
@carlostanzani-g5x un ottimo microfono. Valuta se invece per ambiente (riverbero) e prodotto finale magari potrebbe essere comodo un dinamico come un SM57.
@carlostanzani-g5x
@PaoloBalestri grazie Paolo, gentilissimo. Valuterò le due alternative
@doddaro
Ti sembrerà strano,io comprando un rode nt1 series e un t bone che sempre tu hai recensito ...ho venduto l' Akg c 414 b TL 2 e il tlm3... sarò un pazzo? Raga ma sarà che ho perso l' uso dell' udito...ma suonano meglio.p.s. anni fa a Milano registrai un disco,mi fecero provare u 87 ( Senza sapere quanto costassero) un Telefunken eccetera eccetera alla fine registrai tutto il disco con un microfono da 250 euro.E' tutto soggettivo in certe circostanze
@PaoloBalestri Autore
Si, beh, se sai cosa fare e cosa cercare. Ma tutto il mercato esterno ai telefunkenoemann è stato aperto proprio dai tedeschi quindi sarà facile trovare alternative che ottengono gli stessi risultati. O anche migliori. Tutto dipende
@anybasssadanarchy8312
Lewitt il 440 pure ha una qualità superba e secondo me è eccezionale che supera il rode nt1 più se il signature cosa adesso 139 euro anche 135 credo che c'è un motivo .....
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