Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

Il Signor Speaker - Risposte ad un amico

2 agosto 2025

Risposta e reazione a una discussione su Youtube.  Ne è seguita una risposta alla mia reazione di pancia, ma è un video non pubblico, in un canale dedicato in cui si chiariscono alcuni punti di vista, però manca sempre la base che serve per comprendere il mondo dove vive il Signor Speaker. Se prendessi un caffè con te Francesco, se avessi il tempo di ascoltare, ti racconterei quanto segue. Ma qualcuno passerà di qui e sarò felice di raccontare. Prima bisogna capire chi è il "Signor Speaker".

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Ce ne sono di tantissimi modelli. Ogni modello ha già il suo mercato. Questo crea già confusione perché ognuno risponde diversamente a seconda della sua posizione. Ma non essendoci targhette o simboli a chiarire le differenze tra i modelli, è facile fare di tutta l’erba un fascio.

È vero che inizialmente tu stavi rispondendo ad una domanda specifica di una persona che lavorava in ambito "Social" ma il succo era: "posso continuare a fare VoiceOver o devo dedicarmi alla zappa?"

Poche settimane fa un discente neo doppiatore ha chiesto al suo direttore di doppiaggio come fare per vivere della propria voce, e lui "devi migliorare il sync e saper fare molte caratterizzazioni così potrai coprire più ruoli", lo diceva un vecchio saggio che firma fior di produzioni. Avesse fatto la stessa domanda ad un tenore, avrebbe ricevuto una risposta differente: estendi l'estensione, la potenza della voce, recita mentre canti.

L'ha fatta a me e gli ho chiesto che cosa volesse farci con la sua voce e lui voleva anche partecipare ai casting per gli spot, i video, i corsi, i libri. Oltre al doppiaggio che non gli stava dando da vivere.

Oggi (mentre scrivo), mi ha telefonato un collega che lamentava di essere stato abbandonato simultaneamente dalle case editrici per cui lavorava. Tutte passate all'AI. Anche lui lavorava ai margini del mercato. Ha perso quasi tutti gli ingaggi. Voleva sapere cosa ne penso e se sapevo dirgli come si fà ad uscire dalla situazione.

Per anni ho esortato i colleghi a spostarsi verso il centro. Per farlo occorre tempo e una maggiore consapevolezza del mestiere e naturalmente chi non si evolve rimane escluso. Resta senza nulla. Non per demeriti, per congiunture di cui non ha colpa. Se sei sulla traiettoria di un meteorite, non ne hai colpa, ne sei vittima.

Approfondiamo la figura dello speaker

Doppiatore inserito nel circuito, tesserato ANAD, abituato ai turni. La figura classica dell'attore doppiatore. Non entriamo nel merito del doppiaggio perché sarebbe un capitolo lunghissimo. Qui parleremo del Signor Speaker che è imparentato col Signor Doppiatore quando addirittura è entrambi in uno.

Il settore si può immaginare come un cerchio dove al centro c'è una maggiore concentrazione dei professionisti più blasonati o riconosciuti e più verso l'esterno il cerchio sbiadisce e si cominciano a vedere ibridi, doppiatori di parti minori che cercano di ottenere più serie, personaggi, turni ma che loro malgrado devono fare cose meno nobili come speakerare roba. Se la trovano. Di solito non dispongono di skill tecniche e di Home Studio, ma le cose cambiano.

Qui possiamo notare un altro cerchio magico, quello degli speaker/narratori che si fonde sui bordi del primo. Non si pratica il doppiaggio ma lo speakeraggio.

Al centro di questo secondo cerchio ci sono professionisti che già stanno dall'altra parte, molto riconoscibili nell'ambiente e a volte dal pubblico. Doppiatori celebri che si muovono bene in tutti e due gli ambienti.

Restano figure (non tutte perché molti si sono adeguati) che vanno a portare la loro voce al fonico e che lo Studio rende fruibile. Sono le celebrità degli spot, sono la voce protagonista talmente ricercata da incutere soggezione e che volendo può uscire dalla sala dicendo che "una buona ce l'hai". E tu non puoi dire nulla perché è la Star convocata a peso d'oro dall'Agenzia e approvata dal Comitato dei Clienti. Va detto che sto raffigurando una iperbole.

Ma la frase è stata detta e il cliente ha ringraziato.

Questa figura è spesso stata, e forse lo è ancora, la musa di chi voleva fare questo mestiere. Per poter seguire quella strada, il giovane speaker deve però offrirsi ai clienti giusti, gli Studi. Quelli che possono segnalarlo alle agenzie. Quelli che lo chiamano per fare anche un lavoro piccolo o meno pregiato ma che poi capita la volta che lo infilano in un casting tra i giganti e magari vince e può mettere nel carnet in mostra al pubblico di essere la voce di... quella cosa che tutti abbiamo visto. Bella o brutta non importa, è popolare.

Compreso che la via degli studi e delle sale di doppiaggio è quella che riesce da dare una nobiltà al mestiere nella sua accezione più pura, gli speaker che hanno un senso della realtà più spiccato si attrezzano comunque, magari senza far troppa pubblicità e mandano demo in luoghi remoti che gli Studi non guardano perché distanti anni luce: Bodalgo, Voice123, Voices, The Voice Realm e a seguire verso la parte più bassa del girone, VoiceBunny e Fiverr quando non addirittura UpWork. Ce ne sono altri. Gli studi veri, in genere, hanno i loro speaker di riferimento. Attori che vanno fisicamente a registrare. Nel tempo è stato sdoganato che gli speaker avessero comprato il Rode e la Focusrite, ma pure il Neumann. Ma non è mai stato un punto a favore. Eh, ma sai, la cabina microfono, la scheda audio USB.

Bias o meccanismi di difesa per escludere potenziali concorrenti che, anche involontariamente escludono lo Studio dal percorso economico di una produzione. Bodalgo lo scrive senza mezzi termini: ... "many voice actors have their own studio... allows clients to save on studio costs and potentially benefit from superior recording quality because talents optimize their studios for their voices."

Capisci che chi ha uno Studio non la vede proprio benissimo. In Italia. All'estero se gli offri un Neumann e una Apollo e sentono che suoni bene ti chiamano sempre. Poi sono nati Studi più moderni, più Smart, aperti al cambiamento e con un ottimo controllo dei media on line, con speaker da tutto il mondo, tutti in remoto. Loro stessi richiedono l'editing, fallo tu. Sono nate anche tante Agenzie Smart che trattano prodotti meno pregiati dei grandi gruppi che colonizzano le reti nazionalpopolari, ma che pianificano comunque con budget buoni.

Gli Studi Smart accettano di buon grado che tu possa offrire la tua voce on line, preferiscono però che tu mantenga la tua comunicazione di nicchia. Sarebbe malvista se potenzialmente concorrenziale. I tenutari di Home Studio nel frattempo sono diventati abbastanza esperti da poter gestire molti degli stessi clienti dei nuovo Studi Smart.

Ma va detto che di solito gli speaker sono molto attenti a non cannibalizzare le agenzie lavorando direttamente coi clienti.  Un settore questo, fragile nella tenuta dei rapporti: tu lavori per Mario e anche per Gianna. Un giorno un cliente chiede a tutti e due i tuoi clienti un preventivo. Lo vince Gianna e Mario sente in onda la campagna con la tua voce. Lo so che non dovrebbe esserci problema.

Se sei una voce  ADAP, ok, hai lo stesso listino per tutti e speriamo tu non abbia favorito Gianna. Ma se sei nel roaster di due agenzie, una è probabile che la perdi e quel lavoro che hai vinto ti è costato più che non farlo. E non potevi saperlo.

Fiato corto!

sei circondato

sei circondato

Restiamo nel cerchio degli speaker da home studio, quelli che registrano da soli e editano da soli. Ci sono similitudini anche nel doppiaggio ma in Home Studio non hai il fonico e non fai i turni. Si tratta di un mestiere dove sono coinvolti forma fisica, psicologica e talento artistico ma in Home Studio è una professione facile da saturare: ti basta la sovrapposizione di alcuni progetti e non hai più nemmeno il tempo per pisciare. Per questioni di economia e di prestigio, lo speaker vorrebbe fare tutto ma è facile restare col fiato corto nel gestire i lavori quando i tempi di consegna sono stretti: il cliente non ama aspettare, non può. E se hai solo clienti frettolosi sei fottuto.

La linea degli impegni satura in fretta il tempo disponibile e altrettanto in fretta lo speaker resta senza impegni e cade in "depressione post parto" fino al nuovo progetto. Un altro perché che spiega come gli speaker in genere preferiscano scegliersi i lavori, i clienti, i progetti e non siano sempre così disponibili, all'apparenza.

Il valore di un prodotto su misura

A differenza della musica, diventata un file da scaricare adattabile al progetto anche se non scritta su misura, la voce è sempre fatta su misura e il lavoro dello speaker non è un oggetto che scarichi da internet, è sempre un pezzo creato ad hoc.

Ma pure se lo si realizza in AI. Il fatto che per imparare a cucire quelle parole, ad un umano siano serviti anni di studio, sacrifici e allenamento e fatica, o la botta di culo di esserci nato, chiarisce ancora meglio perché gli speaker trattino la propria arte come un prodotto unico da non sprecare.

Poi ci sarebbe un dettaglio oramai desueto: la Legge italiana, il Codice Civile, le normative europee sono zeppe di parole come codice etico, creazione di valore non solo economico ma di valore di crescita morale, culturale, arricchire ed elevare con etica la collettività.

Crisi Economica e Cambiamento del mercato

Il cambiamento di mercato risale a molto prima che spuntasse l'AI e che la crisi economica si riversasse come un fiume a travolgere la società. I social "col filmato corto" hanno imposto un nuovo modo di fare promozione. Si sono aggiunti alle radio per le campagne standard ma spesso hanno preso il posto della radio e anche dei siti web per la comunicazione locale. Non fai più lo spot dello Spazzacamino (Cit.), perché se lo fa da solo su Instagram. Se fa la radio locale, lo spot viene regalato da contratto e finisce nel tritacarne degli studi in convenzione, a pacchetto, sottopagati agli speaker.

E gli spot per i Social sono a budget ridottissimo, quando ci sono, e la voce è secondaria come importanza nella comunicazione rapida e ipnotica basata sul movimento del pollice sullo schermo.

La radio ha continuato a fornire occasioni a chi sapeva adattarsi a quel linguaggio, grazie anche alla conduzione automatizzata e da remoto, coi radiogiornali, gli spot anche a basso costo. Ancora oggi funziona, sempre più magra ma c'è. Magari una ripresa del commercio locale potrebbe forse risollevarla, ma per ora è in crisi. Ma c'è anche una ragione inaspettata per cui certe produzioni vengono rigettate dal Signor Speaker anche in tempi di magra: con la fretta e il budget basso si comincia a lavorare male. Lo speaker in genere odia che il suo lavoro faccia schifo persino a lui stesso.

la sacra sindrome

psyco

psyco

E qui si arriva alla psicologia dello speaker: una persona che lavora da sola il 99% del tempo. Nelle lunghe ore di lettura il tempo piega le sensazioni, i pensieri e l'abitudine alla produzione. Come un sommozzatore che non sa mai a che quota stia, se vicino al fondale o quasi in superficie, per fare bene il suo lavoro ha bisogno di strumenti che lo orientino. Non tutti gli speaker li hanno sviluppati.

Lo speaker da home studio soffre di sindromi di vario genere, dalla sindrome dell'impostore, forse la più celebre, alla sindrome da iperattività, sindrome da fine del mondo, quella della voce dimenticata. La sindrome della voce dimenticata non è una sindrome vana ma una realtà che hanno toccato molti in carriera: famoso e riconosciuto come la voce di (metti tu un marchio celebre), sempre in turno per anni, da un giorno all'altro sostituito, dimenticato. Ti porti dietro il medagliere, bello pesante, poi col tempo vedi che l'oro si opacizza e ti rendi conto di non essere più sulla vetta e non sai nemmeno come sei sceso. Allora cominci ad accettare di tutto, per sopravvivere. Ma non sai più come si lavora e spesso vieni lasciato nuovamente. E il tempo passa e non hai più 40 anni.

Il prezzo basso è impoverimento del risultato.

L'AI? Un problema per chi ha lavorato ai margini dove una voce umana non ha sufficiente valore intrinseco per il committente.  Il divario economico che il pubblico percepisce, dai 5$ di Voices e Fiverr al prezzo di listino ADAP minimo 250€ si spiega con l'avere accomunato professione e hobbismo con lo stesso nome. Ma non c'era modo di apporre il marchio di qualità a discrimine. Lo fanno già i professionisti che usano il Signor Speaker e infatti esistono luoghi professionali e luoghi dove trovo anche i professionisti ma sono piazze aperte al pubblico e non riservate al settore.

Aggregatori: esistono da tempo. A volte sono speaker che gestiscono gruppi di speaker fidati. Altre volte sono agenzie, e basta una telefonata per trovare un accordo che consente loro di generare lavoro per i propri associati in favore di un cliente pagante. Hanno tante voci disponibili, testate una per una. Possono indirizzarti nella scelta di quelle più adatte al tuo progetto e fare da collettore materiale e fiscale.

Le chat private per organizzare progetti: esistono. Ma sono private. Non le conosci quando non hai rapporti con queste persone. Io da solo so di poter contare su almeno 5 voci diverse nel giro di 60 minuti, grazie al buon rapporto di scambio che hanno con me, alla fiducia, e io stesso lo faccio per loro. Siamo gente che è in studio da mattina a sera. Altri so che ci sono ma non vanno in sala microfono per meno di 100, 200... 10000... possono permetterselo e non vedo perché no.  Il grosso delle persone che ha perso il lavoro si trova ora in una situazione difficile perché non ha il tempo di creare rapporti con clienti diretti e meno volubili. Non ha il tempo di maturare tecnicamente per affrontare richieste anche più complesse. Rischia di non poterlo fare come mestiere, almeno per ora. Ma temo che anche fuori dalla crisi economica, se il mercato resta strutturato allo stesso modo, non cambi molto le possibilità nel breve termine.

Youtube ha appena scombinato le carte demonetizzando i contenuti spazzatura e i canali che duplicano contenuti o li generano in AI, per restare aperti dovranno inventare e parlare in forma umana, con argomenti che destino l'interesse di chi pianifica campagne pubblicitarie. Qui potrebbero aprirsi possibilità ma non saranno tante quanti sono i promossi ai corsi per diventare una voce. Ergo, siamo oggettivamente troppi su una torta piccola. E siamo tutti sarti.

Siamo uomini soli al microfono. Non tutti col carattere per accettare lo spot della sagra della salsiccia a pochi euro. Non ne fai mille, ne fai 5 al mese d'inverno e forse 20 d'estate grazie alle Proloco e alle parrocchie che fanno spot alla radio. Generalizzo. Ma se devi farci il fatturato per restare aperto con una partita IVA, campa cavallo.

Comunque un fatto assodato è che più i mercati sono piccoli, a basso valore, prima crollano o prima fanno desistere lo speaker che non è detto si diverta a leggere testi sgrammaticati tutti i giorni per due lire.

Il terreno della battaglia

Giacomo Tafazzi

Giacomo Tafazzi

I professionisti non devono competere con l'AI. Basta. Non è ancora chiaro? L'AI è materia per chi non può o non vuole offrire prodotti di qualità al cliente. Assodato questo, quando mi ricattano per farmi abbassare il prezzo del mio lavoro da sartoria "oh, altrimenti lo faccio in AI" rispondo sempre che è merito suo se poi avrà lividi sulle palle facendo Tafazzi.

Io posso fare del mio meglio per la sua campagna, se vuole l'AI per me è solo una mezza giornata libera. Oppure tempo da dedicare a cose migliori che ricatti del cavolo. A fare concorrenza all'AI non ci facciamo una professione e può andare bene per farci qualche dollaro, ogni tanto. Eppure oggi nemmeno su Fiverr si sta lavorando, al punto che gli speaker vengono redarguiti dall'algoritmo e minacciati di essere degradati se non lavorano di più. Sì, ma mica possono inventarseli gli incarichi.

Parliamo dei siti web.

Perché mai devo avere un sito luccicante, immediato, veloce? È proprio chi ha fretta che voglio evitare. Non hai tempo di leggere, ti annoi sul mio sito ricchissimo di roba gratuita? Ecco, chi ha troppa fretta è quel cliente che non rispetta il mio lavoro, i miei impegni e vuole che io sia lì per lui adesso, come un servizio AI. Ma io ho già clienti cui posso dare il meglio di me. Non sei tu che non vuoi entrare, sono io che ti filtro.

Signore, non vede che il negozio è pieno? Prenda il numero. Mi scusi... quanto ne vuole signora? Due etti tagliati sottili?...

Il sito bello figo ce l'hanno le agenzie, gli studi. Lo speaker mica deve fare concorrenza allo studio.

File processato o no: non tutti gli speaker hanno capacità da fonico.

Mi batto da tempo perché si superi questo ostacolo e non casualmente sono iscritto al Patreon per studiare da fonico. Non c'è una scuola dedicata al Signor Speaker e per lo più gli speaker offrono la voce nuda. Ad alcuni Signor Speaker non interessa se il cliente non sa usare la voce nuda, mentre per altri Speaker diversamente tecnologici il problema non si pone perché nemmeno sanno di cosa stiamo parlando. Se sei uno speaker con Home Studio a mio parere devi saper fare anche quello che fa uno Studio sulla tua voce, elaborare il file. Una grande fetta di clienti degli speaker da home studio potrebbe non saper rispondere alla domanda sul formato o sul trattamento dei file. Quando trattiamo coi fonici invece non dobbiamo nemmeno parlare di queste cose ovvie. Ma un fatto è certo: mai mandare fuori un abito che non sia perfetto. Questo è il motto.  Diritti: qui divento cattivo. Siamo obbligati dal mercato a forfettizzare, anche perché non siamo stelle del cinema o della TV ma comuni mortali.

Però, siccome una parte, quella più rispettosa del del mercato offre ancora diritti rinnovabili, non ha alcun senso mandare in vacca anni di lotte sindacali per fare contenti due clienti in bolletta o che non conoscono la consuetudine e la cui assenza per noi non è notabile. Cattiva questa. Ma vera. Infatti certi lavori non li accettiamo o non partecipiamo a certi casting. Da sempre esistono i tuttologi comunisti che non capiscono come sia possibile che una sola persona venga pagata per esistere, pensare, parlare, cantare, disegnare, scrivere e inventare, molto più di chi non sa fare un cazzo. E odia la proprietà privata. La tua.

I prezzi sono pubblici. Mi meraviglio che non sia chiaro. Bodalgomat è uno ma io ho un listino per i preventivi qui sul sito. ADAP, Voices e voice123 hanno listini.  Ma i prodotti richiesti sono centinaia di varianti, per quanto si possa semplificare nessuno di noi ha la palla di cristallo che risponde al prezzo che serve ad uno in particolare. Il tuo prezzo, probabilmente dovrai chiederlo. Inoltre, nessuno pubblica come listino il prezzo di favore che pratica ad un cliente particolare, con condizioni particolari, personalizzate. Il prezzo che pubblichi definisce il valore che attribuisci al lavoro, filtra i clienti, allontana immediatamente chi ti svaluta ma, chi comprende il valore del prodotto, resta. Un prezzo che sanno tutti è: lo speaker lo prendi per 150/200€. In media.

Lo spot sui social o per radio DJ lo paghi 450, il radio locale lo paghi 50. A braccio.  Quello che potresti non sapere è se farà fattura o ritenuta e se avrà l'INPS. Per non avere quei problemi quando devi trattare con molti speaker ti rivolgi ad una agenzia che ti farà una fattura a fine progetto ai prezzi concordati dopo aver trovato le voci. Oppure incarichi uno speaker di gestire il progetto. Gli paghi l'extra e non hai problemi con l'ufficio paghe. Su Bodalgo ad esempio si fanno casting chiusi, anche se arrivano a tutti e gli speaker partecipano. Ma poi l'Agenzia offre solo le voci prescelte al suo cliente, e il cliente paga l'agenzia. Il prezzo è fissato in partenza. Il resto dei partecipanti non viene neppure ascoltato.

Conosci il tuo nemico

WW2

WW2

Noi abbiamo studiato e stiamo studiando "il nemico" che tu oggi suggerisci sia l'AI, in particolare nella sua forma di vendita, facile, aggressiva. Ma negli anni ne abbiamo avuti altri, umani, affamati, armati di web e microfono a riempire spazi che noi volevamo avere e su quegli scaffali siamo passati da 50 professionisti a 400 la qualunque con il kit comprato su Amazon. Poi sono diventati nostri nemici anche alcuni fra i nostri clienti, Studi/Agenzie che hanno scoperto che si guadagna a far pagare gli speaker per partecipare ai casting e hanno aperto pure loro a chiunque avesse una voce e un microfono. Quegli spazi prima erano riservati a chi superava il confine professionale.  Mercato in frammenti. Guadagno per loro e per noi la costrizione ad abbassare i prezzi perché "ah, ma il tuo collega lo fa per la metà". Se hai lavoro rispondi, "Chiama quello allora", che si scrive "Grazie per avermi informato, la mia politica commerciale mi impone di non scendere sotto le tariffe minime di settore. Sarà per un' altra volta." Se non hai lavoro, ingoi il rospo, e con dignità in fattura scrivi: Prezzo 400, scontato a forfait una tantum 120. Iva esclusa.

Ma ci siamo reinventati e lo stiamo facendo ogni giorno. Chi non cresce, chiude. I nuovi mercati dei Social come TickTock o Insta sono effimeri e cercano oggetti il cui valore intrinseco sia il più basso possibile. Oppure ci sono marketplace il cui interesse è basato sui grandi numeri. In Italia i numeri non sono così grandi e in un mercato di grandi numeri, tu sei solo... un numero.

Ripeto, lo speaker è un sarto, lavora sempre su misura. A volte è una maglietta altre volte un completo. Se i nuovi mercati cercano oggetti c'è già Fiverr. Non ci fai carriera, fai qualche soldo. Resti un dopolavorista. In Italia Fiverr è sempre stato un pessimo pedigree. Ma ci si lavora. C'è chi ci paga l'affitto. Alcuni ci stanno sopra senza mettere il vero nome o il cognome. Anche sulle pagine dette Pro. Io non lo apprezzo e lo vedo come un oggetto di sfruttamento delle persone, senza pietà. Ma solo perché sono riuscito ad evitarlo e perché ho poca pazienza.

Vogliamo parlare dell'enorme, immensa, potentissima, inarrestabile propaganda fatta alle AI? In 30 anni nessuno si è mai spinto così in alto con una campagna pubblicitaria invasiva e pervasiva che sostenesse gli attori e gli speaker, i doppiatori e i traduttori, i dialoghisti e gli animatori, scrittori, illustratori...

Lo speaker è un mestiere sconosciuto che però pretendono di fare tutti quelli a cui la zia ha detto "che bella voce!". O peggio, quelli che hanno spinto ad attrezzarsi perché con la voce si fanno i soldi. A davvero?

La casta

Non siamo una casta di professionisti, non abbiamo contratti o stipendi che arrivano per eredità nobiliari. So che molti pensano ai doppiatori che sono figli di doppiatori, ma vorrei ricordare come esistano panettieri figli di panettieri, sarti figli di sarti. Il mestiere si tramanda, ma se non sei adatto, il filo ereditario si spezza. Quindi, occhio alla superficialità. Siamo apertissimi al mestiere ma se arriva un cliente che pretende da noi il servizio delle AI, ha sbagliato negozio. Chiamaci casta ma è il mestiere che facciamo che ci porta ad essere protettivi contro chi snatura il nostro lavoro. Perché siamo umani e quello che produciamo non è delegabile.

Puoi adattarla a te e alle tue necessità questa casta, ma devi creare le condizioni. Io ho clienti che ricevono i file in minuti quando serve. Il canale di comunicazione c'è, quello che non consideri è che a quel campanello se aperto a tutti, suona gente che non è come te, non è né gentile né competente e prende il mio lavoro, mi calpesta e sparisce. Calpesta me, non il mio oggetto. Pubblico scadente che vorremmo evitare. E ce ne sono tanti, scadenti, odiosi, arroganti, anche tra gli speaker.

Sono persone. Siamo tutti persone. Alcune le ami, altre le bruceresti, ma poi ti rimorderebbe la coscienza.

Restando nell'ambito della civiltà, non essendo noi macchine ma persone che si offrono nude (la voce è nuda, non c'è mediatore tra voce e anima), quando le contatti per la prima volta avrai al contempo persone che spesso si coprono le pudenda o stanno un po' defilate prima di aprirsi agli estranei ma con un atteggiamento che ti sembra altezzoso. A volte è un vero stronzo- perché ci si diventa - ma non è così per tutti. Magari sei davanti a qualcuno, nudo, che ti sta studiando e non sa chi sei. Magari deve valutare se lavorare per te è un vantaggio o uno svantaggio.

Deve fidarsi di te prima di concedersi, perché ferire il Signor Speaker è facilissimo. Ogni parola è modellata da lui, un pezzo di se stesso, se la deridi, stai sfottendo la persona. I direttori di doppiaggio sanno queste cose e sanno come ottenere il massimo da una persona e anche farla crescere senza distruggerla. Come il lievito: l'ambiente sbagliato lo secca, quello giusto lo trasforma in pane, focaccia, pizza, ciambella. Una voce non è una cosa, è un pezzo dell'anima di una persona. E poi, per restare in ambito materiale, ogni Signor Speaker potrebbe avere interessi che cozzano con le tue necessità, perché è un mondo che supponi di conoscere ma che hai sempre e solo visto dalla superficie delle tue necessità.

In conclusione

Gli speaker non possono diventare più simili a una macchina per sopravvivere. Il lavoro di uno speaker di qualità è intrinsecamente umano e non può essere ridotto a un processo. Le dinamiche interne del settore sono elevatissime e il rischio di implosione per ogni singolo rapporto è elevato. Il "signor speaker" è un ecosistema complesso. Chi si trova "senza nulla" non è necessariamente chi "non si evolve", ma spesso chi operava già in un segmento di mercato a basso valore che è stato, prevedibilmente, il primo a essere eroso da soluzioni AI. Ma già prima erano stati colpiti dai dopolavoristi in cameretta per 5$ al pezzo. Il vero campo di battaglia non è tra professionisti e AI, ma tra lavoro di qualità e lavoro dozzinale. E in quella battaglia, un professionista serio non si abbassa al livello della macchina, ma invita il cliente a riconoscere il valore inestimabile di un abito cucito a mano.

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Commenti pubblicati originariamente sul video YouTube collegato a questo articolo.

@emiliostefano
Francesco molto probabilmente porta la testimonianza della sua esperienza in radio che è qualcosa di limitato rispetto al ventaglio di clienti che richiedono le prestazioni professionali degli speaker
@PaoloBalestri Autore
Sì, infatti. Ma m’interessa comunque tenere aperto un dibattito altrimenti finisce tutto in vacca
@mariledavo
Grande stima per Francesco. Resta che se uno fa VoiceOver a livelli professionali non dovrebbe andare da Francesco a fare una domanda simile. Quindi, bacetti al collega speaker, ma stai sbagliando candeggio.
@PaoloBalestri Autore
Capisci perché mi ha acceso?
@mariledavo
@PaoloBalestriperché non hai mai visto accendere me che parlo con doppiatori nazionali di certi argomenti. A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar.
@PaoloBalestri Autore
@mariledavomi piacerebbe sentirle
@nicolalanci1987
Voi 2 diventate cattivi insieme 😢
@PaoloBalestri Autore
@nicolalanci1987😢
@mariledavo
@nicolalanci1987 ah, se fosse vero. Ah. Se davvero potessimo incutere timore. Invece abbiamo svagonate di fonici, pseudo attori, meno che doppiatori in prima fila a dare lezioni di vita su un mestiere che non è il loro. Io, sicuramente anche Paolo, così come tanti altri colleghi… avremo sbagliato mille volte. E forse continueremo a farlo. Ma, perlomeno, parliamo di un mestiere che è il nostro. E non è certificabile dal numero di followers.
@nicolalanci1987
​@mariledavogli errori li facciamo perché non abbiamo mai avuto nessuno con cui confrontarci, perché per anni abbiamo mandato cagate in giro senza rendercene conto e quando ci fidiamo e chiediamo un parere sincero ed onesto, si sono incontrate persone che ti han piazzano un pollicione anche quando hai fatto una cagata madornale o qualcosa di migliorabile... perché la verità dei fatti è che è un lavoro, e il lavoro si fa per i soldi, quindi perché devo insegnarti come tenere la zappa per non crepare di ernie e schiena curva? Zappa così 👍, vai alla grande! Un po' più vicino ai piedi! Si, bravo così! 👍 Che è successo? Hai beccato un piede?
@REAPERIANI
io penso sia interessante il punto di vista di chi compra, non solo di chi vende. E' sempre un punto di vista comunque che non si può ignorare a mio avviso. Ognuna delle due parti ha ovviamente torto. Noi che compriamo VoiceOver chiediamo cose impossibili, ma anche voi CHE CARATTERE!, ogni tanto ci si puo' sedere e trovare soluzioni che vadano bene per entrambi (produttori e vo-artists) Quindi secondo me invece bisognerebbe accendere questi dialoghi (ecco magari senza darmi della merda umana... non un bel punto di partenza per un confronto)
@PaoloBalestri Autore
@REAPERIANI Noo, io non ti ho dato della merda umana! Anzi, sono apertissimo a comprendere le dinamiche mentali che agiscono mentre sei in fase produttiva. Tu che stai pensando a come finire il tuo progetto e io dall'altra parte che mi faccio delle sege mentali per l'accento di una parola o per come ho chiuso una frase. Oppure i bias che spingono a certe scelte da parte di chi ha una casa di produzione e quelli di chi sta dietro il microfono. Ecco, io vorrei sapere queste cose. Indagarle.
@mariledavo
aggiungerei che è un lavoro incompreso dai più. Sia lato user che lato server. ma tanto ci sono le scuole di doppiaggio, no? Quelle insegnano tutto :D Vero?!?
@PaoloBalestri Autore
@mariledavoanche qui ci sarebbe da parlare a lungo
@mariledavo
@PaoloBalestrie a lungo se ne parla con i colleghi doppiatori (sono tesserata anad. E COMUNQUE resterò sempre di serie B perché faccio vo in casa… i matti… e la bile…)
@ivanopelizzoni
@REAPERIANI Fra, sai che ti voglio bene e credimi, ti posso garantire che Paolo, che come sai conosco benissimo, ha una stima smisurata nei tuoi confronti. Io so come “devi “lavorare e ho letto tra le righe il significato di quello che stavi dicendo. Credo sarebbe bellissimo che voi 2 facciate un video insieme oppure che vi telefoniate, proprio per parlare di queste dinamiche, perché purtroppo i social, come sempre, generano grandi incomprensioni. Poi mettici che, visto il momento storico per la categoria, che arranca causa crisi e AI, gli animi si accendano, creando discussioni, che ti posso garantire, partono dalla massima serenità e rispetto professionale nei tuoi confronti. Ci metto la mano sul fuoco! Un beso, Amico mio!
@mariledavo
@REAPERIANIma scherzi? Hai svoltato (come Paolo) la vita professionale di tantissimi di noi!!! Sono la prima a qualche richiesta “tecnica” a linkare alcuni dei tuoi video perché OGGETTIVAMENTE ne sai tanto di più. Infatti chi “sbaglia candeggio” è chi pone la domanda, non chi ha risposto. Poi siamo sinceri, nessuno ha la sfera di cristallo… il mio riferimento in tal senso è Philip Dick. Verrà il giorno in cui le voci umane “sopravvissute” costeranno più di quelle sintetiche. Già dal Covid (quando IMPROVVISAMENTE tutti sono diventati vo da homestudio per sbarcare il lunario) le mosche si raccolgono dal pavimento con la scopa. Unica vera polemica che ti sollevo è che per avere un risultato decoroso con eleven labs è necessario bruciare un gran numero di crediti e perderci il doppio se non il triplo del tempo. E pure lì, se non sai smanacciare si perdono acqua e sapone lavando la testa al ciuccio. Chi ti parla è una che è sempre in sala. Che risponde ed esegue “prima” e a tariffe direi più che oneste. Chi sceglie eleven labs lo fa anche per pagare circa 30 spot (più o meno valido) pochi centesimi l’uno. Lì mi sto pure abbastanza zitta perché per pochi centesimi vado a lavare i vetri ai semafori e ho meno rotture di scatole 😂
@PaoloBalestri Autore
😅😂😂😂🤣😘 capolavoro
@claudiovideofan
Grande Paolo , sono d’accordo con tutto quello che hai detto.. è proprio così… ciao 👋🏻
@Tiziano_Ferrari
Il problema sta nella "tuttologia", ognuno sa il suo..e Francesco è nella posizione del cliente e non del fornitore, quindi può dare consigli fino ad un certo punto....da un polso di un tipo di mercato che tira a risparmiare, ma nei suoi esperimenti ha anche toccato con mano la realtà della recitazione umana paragonata alla programmazione delle intenzioni di voce....e fai bene a fine video a dichiarare che gli vuoi bene lo stesso....è preparato su molte cose e spesso da consigli ottimi....ma è come il caso del ponte fatto da un cardiologo....video stupendo....
@PaoloBalestri Autore
Intanto grazie 🙏. Francesco è in una posizione molto interessante per me, mi consente di avere un punto di vista particolare che non avrei modo di conoscere.
@REAPERIANI
io penso siano interessanti i consigli da parte di chi poi tira fuori i soldi e paga gli speaker. Magari non sono speaker, ma sono spesso il "buttafuori" che decide chi viene chiamato e chi no all'interno di un progetto che prevede VO. Perchè a mio avviso, se coltivi ortaggi, vuoi consigli da altri coltivatori per migliorare il prodotto... ma vuoi anche consigli da parte del fruttivendolo che poi te la compra la verdura per capire come venderli meglio.. Come diceva Paolo, lo speaker oggi giorno purtroppo non è piu' solo speaker. Il mestiere di interfacciarsi con i compratori di VO una volta erano gli studi in cui andavi a fare i turni. Oggi invece sei tu ad essere non solo ufficio vendita, ma anche ufficio marketing e produttore... boh due parole con il cliente le farei...
@PaoloBalestri Autore
@REAPERIANI eh! Altrimenti le zucchine vanno a male e non posso nemmeno divertirmici! 🙄
@LauraGabry162
Minuto 8:48 Squirting voice over... Anche nella versione "per lui", in modalità "più sudi, più sai di fresco" nel praticissimo formato famiglia. Grande Paolo ❤
@PaoloBalestri Autore
😂😂😂😂😂😂😂😂😂
@nicolalanci1987
Prossimo esperimento: il chatbot ai da integrare con il sito web... Devo revisionare l'agente ollama deficiente artificiale ed il gioco è fatto
@PaoloBalestri Autore
Sì ma tu sei avanti un pezzo con la tecnologia ❤
@nicolalanci1987
​@PaoloBalestridubito servirà mai a qualcosa... Dopo anni di lettura interpretata, espressiva, teatro, bestemmie creative ed alla fine ci ritroveremo a parlare come delle ai (perché lo standard sta andando in quella direzione) e ad offrire i servigi in abbonamento a partire da 5€ al mese... Magari facesse la stessa cosa il supermercato sotto casa... Abbonamento mensile e puoi prendere 10kg di roba al giorno, la domenica quando sono chiusi potrebbero mettere un chatbot all'ingresso che ti consegna la merce in 5 minuti... In fondo sei un abbonato no? Stai pagando!
@PaoloBalestri Autore
@nicolalanci1987 e poi io sono cattivo?
@nicolalanci1987
​@PaoloBalestrinon esiste cattivo più cattivo di un nuovo buono allo zucchero quando diventa un caciocavallo, perché con la bruschetta starebbe... No aspe, com'era?
@PaoloBalestri Autore
@nicolalanci1987😂
@umascariatuerich2014
@nicolalanci1987 Aglio Nicola, Aglio, con la bruschetta l'aglio, intero
@nicolalanci1987
@umascariatuerich2014 😍😍😍 Aglio strofinato completamente! L'ultima volta sono stato cacciato dal letto dalla mia compagna, ma ne è valsa la pena
@umascariatuerich2014
@nicolalanci1987 Nick io l'aglio lo mangio per come lo trovo, in qualunque modo, fai te :D
@SASUgame92
Paolo perdonami. Siamo riperiani entrambi, sono tentato a scriverti su whatsapp, ma non sono nessuno per poterlo fare, mi spiace vedere un tuo video cosi, io penso che la risposta di fra sia direzionata a quei neo speaker come il tipo che ha fatto domanda. Non entro nei meriti professionali, non ne ho di certo le facoltà e capisco il tuo punto di vista ma non ti accendere cosi. Lui purtroppo ha parlato di questo suo punto di vista da cliente che ha fruito di servizi personali e per la radio in cui lavora, ci sta che abbia avuto brutte esperienze e le abbia date in esempio negativo, per mio conto da te che hai fatto questa reaction "che comprendo e non sto criticando", mi aspettavo piu un aiuto a rispondere a quella fatidica domanda, argomentando con la tua stupenda carriera ed impagabile maestria. Mi spiace, non amo le critiche in questo modo. 😢 mi sentivo di dirti la mia perche vi stimo e vi rispetto tantissimo ed in alcuni punti del video sembra purtroppo che tu lo stia ostinatamente attaccando. Non è carino, ti vedo spesso rispondere amichevolmente in chat, lo hai fatto anche con me tempo fa con una grande dritta, per questo non mi riesco a capacitare di questo tuo video.
@SASUgame92
Detto tutto questo. Grazie!
@PaoloBalestri Autore
Ma la mia è una risposta amichevole! E la risposta c’è, occorre migliorare la qualità della propria produzione e delle proprie capacità e occorre rivolgersi ad un pubblico più maturo del settore. Purtroppo quella zona Palestra non è più praticabile. Oltre ad essere cambiato l’uso del web c’è anche una grande inflazione di offerta e questo porta a rendere difficile trasformare in mestiere l’attività. Anche il rendere disponibile senza se e senza ma l’attività con bot o pronti al microfono ti porta inevitabilmente verso un pubblico che ti usa e ti molla ma soprattutto non considera il tuo lavoro, ti tratta come un oggetto. Non ci costruisci nulla e non ne farai un mestiere. Io amo Francesco e non mi è sembrato di averlo maltrattato, è stata una reazione totalmente amichevole e piena d’amore. Io da lui ho imparato un sacco di cose e vorrei solo offrire una visione più sincera di come stiamo vivendo questa s professione. Spero non sia passata l’idea della rabbia. Mi fa rabbia chi ti fa aspettare 15 giorni per un audio. Avrà avuto le sue ragioni ma lo trovo poco professionale. E volevo fortemente affermare come sia necessario tornare a cercare le persone, non i bot, contattare la gente. Per quanto riguarda whatsapp vai tranquillo che rispondo ma hai fatto benissimo a scrivermi qui perché è qui che è nato tutto ❤
@SASUgame92
Sei un grande. Mi spiace aver commentato in modo un po antipatico, forse non ho capito io il video e le tue parole iniziali. Grazie per i tuoi insegnamenti e per la tua disponibilità!
@PaoloBalestri Autore
@SASUgame92 No, tranquillo. Sono sicuramente andato giù pesante, ma è che sono appassionato del mio mestiere e non mi so trattenere negli entusiasmi!
@kornflakes8601
Ora mando una mail al Sig. Francesco e gli chiedo "puliscimi l'audio di sto spot toglimi tutti i fiati fammi il mix e fammi il master in 10 minuti" e se non lo ricevo entro 10 min faccio un video su youtube in cui mi lamento che tutti i tecnici del suono sono lenti.
@PaoloBalestri Autore
No, non è nemmeno nelle mie intenzioni inveire contro il Fra. Se a lui mandassi un audio grezzo lo farebbe brillare. È il concerto alla base della voce come oggetto che combatto e non lui perché ha detto questo. La voce come oggetto è diventata una cosa comune ed è per questo … anche per questo che ci ho tenuto a mettere in luce come il modello AI per noi sarebbe distruttivo. Ma non demonizzo l’idea che si è fatto, perché è frutto della società click and download senza mai cercare le persone. Le voci non sono BIT o campioni da scaricare e modellare, sono la struttura della comunicazione, il veicolo su cui viaggiano i simboli della comunicazione, le parole. E sono da persona a persona.
@REAPERIANI
ciao! ho fatto quel mestiere di "fast fonico" per circa 5 anni su una piattaforma di aggregazione freelancers. La mia specialità era esattamente quella. ero VELOCE. alla fine ho rankato in review e ho fatto circa 40.000 dollari E' una cosa che mi ha fatto crescere professionalmente a dismisura e che mi ha portato poi a creare dei legami di lavoro con i fornitori molto forti, che mi hanno poi permesso di fare lavori piu' "con calma" e meglio retribuiti. E' un percorso.. all'inizio c'è da tirarsi su le maniche... poi quando si diventa bravi, si può fare piu' la principessa e consegnare con il GIUSTO TEMPO per garantire una qualità alta.
@PaoloBalestri Autore
@REAPERIANI Ciao Francesco, puoi spiegarmi meglio? Mi interessa molto. Non per i 40K, ma il meccanismo.
@REAPERIANI
@PaoloBalestri ero un "pulitore di bianchi seriale" gli speaker mi delegavano la post produzione e la pulizia del bianco. Quindi ricevevo lo script e il registrato "sporco" di fiati e non equalizzato o pulito. Io facevo eq comp a seconda della destinazione richiesta, pulizia fiati, pulizia errori o ripetizioni e "check errori con lo script" Praticamente facevo da "assistente" agli speaker. Ero quindi sottoposto alla stessa "fretta" che era sottoposto lo speaker nella consegna. Ho vinto perchè letteralmente mi alzavo di notte per editare i registrati in fusi orari americani per consegnare in tempo. Vita da schiavi? Si. Lo rifarei? Si! ho imparato tantissimo e sono cresciuto molto professionalmente da quella esperienza
@kornflakes8601
A parte che ero ironico ma mea culpa non aver messo le "faccine" in questo maledetto mondo dell'internet...comunque io ho lavorato come fonico un paio di decenni nel settore del doppiaggio e della post produzione, sono a conoscenza di come funziona tutto il settore e non starò qui a fare la gara a chi ce l'ha più lungo flexando guadagni vari, tanto poi al controllo della finanza non flexa più nessuno. Purtroppo dare importanza a velocità numeri e soldi ha portato solo ad una cosa: la perdità di qualità, in tutto, nel doppiaggio, nella musica e via dicendo. Quindi ok AI ok velocità ok business ottimizzazione costi e stretta ai budget, ma poi non lamentiamoci se non c'è qualità, perchè poi vedere certi video in cui ci si lamenta della qualità della musica odierna, doppiaggio, del cinema etc mi sembra un po' ipocrita e controsenso e sembra che nessuno sia capace di riconoscersi parte del problema. A mio parere nel 2025 se vuoi fare la differenza devi rallentare non accelerare, poi se uno vuole fare la scimmietta schiava che segue "il progresso" con il solo fine dei soldi e pensare solo al proprio orticello allora va bene.
@REAPERIANI
​@kornflakes8601 penso che il problema è un po' nella catena di produzione, piu' che nei singoli personaggi coinvolti. Tipo io fonico/producer di uno spot... se mi dicono campagna parte domani... parte domani non è che posso tornare indietro nel tempo e dare il tempo giusto di produzione al progetto... l'unica cosa che posso fare è ricordare al cliente che in tempi così stretti, non avrà mai la qualità che potrebbe raggiungere con le stesse persone coinvolte ma con semplicemente piu' tempo.. non è sicuramente una mia scelta farlo velocemente! E' però una "skill" chiamiamola così richiesta perchè sono tutti sempre in ritardo e sempre di corsa, e se si ha la possibilità tecnica di lavorare velocemente, sicuramente si ha una possibilità in piu' di essere richiamati. Tutto qua. Come contemporaneamente non è direttamente mia la resposabilità se si stringono i budget di produzione... posso ricordare al cliente che non sono sufficienti.. ma se mi chiede "facciamolo comunque sei in grado?" che faccio non faccio il lavoro? E' un cliente che non tornerà mai piu'... sarebbe bellissimo dire "no a così pochi soldi non si può fare" però dopo un po secondo me (magari sbaglio) rimani senza clienti... e quindi si è una gara a chi fa le cose piu' di merda nel meno tempo possibile... ma personalmente nell'ultimo decennio vedo budget stringersi e tempi di consegna accorciarsi.. (non mi è piaciuta tantissimo l'accusa neanche troppo velata di essere un evasore fiscale btw... qua si fattura todos.) Però si è un bel casino... la soluzione cosa potrebbe essere? Un ente nazionale che regola le durate minime e prezzi minimi di produzione? realistico/fattibile?
@leopoldodesantis
Ciao GRANDE Paolo. Come stai? Spero più che bene. Circa un anno fa ero la voce ufficiale maschile di una radio di Alessandria e ricordo che chi gestiva la parte pubblicitaria o quella legata ai liners della radio, mi inviava settimanalmente le cose da fare ed io riuscivo a consegnare nel giro di poche ore o quantomeno, giusto in tempo per avviare la nuova campagna pubblicitaria o i nuovi liners che sarebbero dovuti partire con una nuova programmazione o un nuovo programma. È comunque vero quando parli di dare la giusta velocità nel consegnare i file audio nel tempo prestabilito. Credo che la velocità, per come si sta "evolvendo" oggi il mondo del voice over, sia un'arma vincente... forse l'unica che sia rimasta. Se ci mettiamo un attimino a riflettere su questa cosa, oggi gli speaker che lavorano nel mondo del voice over, lavorano soltanto se hanno la comodità di poter registrare nel proprio home studio e con tutto l'occorrente che può servire per una messa in onda già finalizzata. Perché sì, oggi essere bravi a registrare uno spot, uno station ID per una radio, un messaggio promozionale o qualsiasi altra cosa che debba avere un'impronta vocale, non basta. Ricordiamoci anche che oggi lo speaker è un factotum: uno di quelli che sì, dev'essere bravo a registrare, ma che all'occorrenza deve anche offrire un prodotto già montato e con la stessa velocità di come quando potresti consegnare un file e di sola voce. Nel mondo in cui stiamo vivendo, dove ogni cosa che si fa dev'essere una cosa fatta in modo veloce e senza perdite di tempo, anche il mondo del voice over non è da meno. Un abbraccio ;-)
@PaoloBalestri Autore
Grazie 🙏 ❤
@leopoldodesantis
​Lo sai che ti seguo sempre ben volentieri 😊
@LMSTUDIOvideo
Scusate se mi intrometto. Per quanto riguarda il discorso radio locali che anche loro fanno fatica nello stare in piedi, complice la concorrenza dei grandi network nazionali che la fanno da padrona. Ebbene non capisco perchè non cercano di targetizzare i migliori clienti nella loro zona. Quelli che in teoria pagano di più. Dovrebbero smettere di fare lo spot per lo spazzacamino o per il meccanico sotto casa, quel tipo di clientela non ha più senso. Come anche il supermercato, è già un cliente piccolo abituato ad una voce che dice due prodotti e due prezzi messi in fila. Eppure ho provato a registrare con l'AI lo stesso messaggio con quello umano ed era di una qualità imparagonabile.
@PaoloBalestri Autore
@LMSTUDIOvideo ciao e grazie. Non vedo perché non fare lo spot per lo spazzacamini. La radio ha vissuto di quegli spot per anni. Ma non essendo un commerciale non ho idea se giusto o sbagliato.
@LMSTUDIOvideo
@PaoloBalestri Si logicamente il mio commento tocca la parte commerciale. A livello artistico nulla in contrario😀
@REAPERIANI
@LMSTUDIOvideo uuu questo è un discorso complessissimo... io lavoro per una radio areale e per diverse radio locali e nazionali. Vedo il problema da diciamo "i tre punti di vista". E' difficilissimo piazzare spot di alto livello su una radio locale, se non svendendo i passaggi. Alcune radio locali si ritrovano spot nazionali tipo unieuro/mcdonalds ecc ecc a 1/2 euro a passaggio... La verità è che oramai con la geolocalizzazione lo spot mirato via social è tristemente piu' efficace del passaggio radio. L'unica cosa che può fare la radio, secondo il mio parere e alcuni studi internazionali di broadcasting, è "confermare la veridicità dello spot social". Cioè fatta la campagna sui vari social, fai anche quella radio per confermare all'utente finale che "ah ma è vero". Perchè fortunatamente la radio è ancora un mezzo che è percepito come iperaffidabile. Non ci sono truffe, "l'ha detto la radio" è ancora un sentimento molto forte che può aiutare le campagne social locali. Ora.. lo spazzacamino non può andare su RadioDj per ovvie ragioni di prezzo per passaggio.. ma può andare sulla radio locale per rafforzare la propria campagna di spot geolocalizzati. Cioè se non vai dal negozio...dall'artigiano.. dal locale che fa un evento.. chi fa pubblicità in radio locale?
@LMSTUDIOvideo
@REAPERIANI Ottimo ragionamento. Infatti la radio locale che una volta era il mio cliente target, oggi non lo è più. Ma non perchè non vorrei lavorarci, il motivo è solo per ragioni di posizionamento sul mercato Comunque ci sono radio che si sono evolute, come tu dici piazzano lo spot anche sui loro canali social, alcune hanno pure la webtv, bisogna solo capire come elvolversi.
@CKTDSTUDIO
Ciao, Tu e Francesco siete due ottimi professionisti che in tanti anni hanno dato moltissimo a noi fruitori senza mai chiedere nulla in cambio se non seguire il canale... e mi sembra il minimo; vi stimo molto entrambi e trovo che la tua reaction è onestissima e senza nessuna offesa, Francesco è un Uomo intelligente che capirà questa tua critica costruttiva. Anch'io come molti sono rammaricato da tutta questa AI ormai presente ovunque ma quello che davvero mi preoccupa... è il nuovo arrivo di Grok 4 con prestazioni nettamente superiori rispetto ai suoi principali concorrenti che per 300 euro al mese circa, promette veri miracoli e chissà che sarà in grado anche di realizzare voiceover con enfasi e recita. Comunque vada noi vecchietti e old school rimarremo ancorati alla nostra idea che nessuna macchina potrà mai eguagliare l'essere umano in quanto sprovvista di anima... PUNTO.
@PaoloBalestri Autore
😅 noi vecchietti old shool abbiamo la fortuna di essere in grado di passare dalla lettera scritta a mano al fax all'email alla chat senza troppi disturbi. Grock4? Ma anche la versione 5, o 7... non cambia nulla. Queste macchine sono come i viaggi su Marte. Fai vedere un film, annunci il super razzo, vedrai fra 5 anni che spettacolo, sono aperte le prenotazioni poi fra 5 anni piove e non si accende il razzo. Ci spiace, per il momento non sappiamo come superare le fasce di Van Allen.
@corradococcia
Nel mio piccolo posso dire che il MIGLIORE, è stato celere con me, ed io non sono nessuno . Grazie amico
@PaoloBalestri Autore
Come non sei nessuno? Sei il mio Bob Dyland a ritmo di valzer. 😘
@corradococcia
Io sono l’esempio 😂😂😂 nemmeno sapevi della mia presenza sul pianeta terra , e ti sei ritrovato a dover fare Voice over su un disco !! Tu sei davvero l’esempio di affidabilità , disponibilità e capacità 25:04
@REAPERIANI
Penso che in generale tu abbia preso la mia risposta alla singola persona come una critica a tutti gli speaker italiani... dove l'ho detto? Sto incazzatissimo odio essere frainteso. 4:09 attenzione non dicevo "non lo state fancedo". dicevo "magari tu che mi hai scritto questa domanda questi tempi di consegna bassi non li stai facendo, quindi presta attenzione al fatto di consegnare come fanno tanti, i voiceover molto velocemente" il tutto poi è sempre pensato per uno speaker che ha scritto che lo fa da 2 anni, non ad un grande speaker. Le mie risposte sarebbero state MOLTO diverse. 6:13 esatto! però secondo me è anche lo speaker che deve inserirsi in queste realtà, facendo capire, come hai fatto tu in questa risposta, che è possibile avere tempi di consegna così bassi. 7:05 era un esempio di lavoro reale di uno speaker che è stato scelto, e che non verrà richiamato. Un buon esempio per rispondere alla domanda di partenza di "cose che nel 2025 a chi sta dall'altra parte del vetro e ordina speakerati non piacciono". Se il budget fosse stato poco... non poteva dirmelo ad esempio, piuttosto che di default trattarmi come un cliente di serie b? (che poi il prezzo mica l'ho fatto io...) mi sembra in generale che tu abbia letto il video come "Paolo Balestri consegna le cose tardi..." cosa che non mi è sembrato di aver detto. 8:14 non è la stessa cosa che ho detto io? 8:28 bravi! magari non la praticava il ragazzo della domanda... 9:46 bravi... ma quello della domanda di partenza... lo fa? 10:26 uuuu qua mi sento di dissentire. Tu sei in un circuito di speakeraggio sicuramente piu' alto del "sottobosco" a cui sono forzato per budget, li sotto ci son delle recitazioni da "boris scena del regista incazzato". L'idea di questo commento sulla recitazione era piu' per speaker che stanno iniziando (come quello della domanda che lo fa da solo 2 anni) che magari pensa che avere una bella voce e una buona dizione bastino nel 2025 per fare lo speaker. 13:31 quando la direzione artistica sceglie una voce in base alla voce... quella devi usare. Fatta la ricerca collezionati i demo, sottoposti alla proprietà, la scelta viene fatta poi "di pancia" ascoltando gli audio. Sicuramente lezione imparata. Prossima volta allegato agli audio delle voci metterò anche i tempi di consegna, in modo che la prorietà possa scegliere non solo in baso alla voce, ma anche al tipo di chiamiamolo servizio erogato. 14:03 no questo dall'altra parte non c'è. Mi stai mettendo in bocca cose che non ho detto. Se me lo mandi subito non vado a pensare che non hai un cazzo da fare. Penso "oh questo se ho bisogno lo richiamo di sicuro" e vai a finire nella famosa "lista di quelli forti"... che era appunto sempre il mio consiglio per chi ha mandato la domanda. Discorso chatbot.. pensa che figata se sei in chat e il chatbot ti dice "oggi Paolo è in call fino le 18, ci scusiamo per il disservizio ma per lavori rapidi non sarà disponibile fino le XX del giorno YY" Tutte le cose che stai spiegando in questo video, la gente che sceglie l'AI al posto delle voci umane.. non le sa. E quindi puoi colmare questa nostra ignoranza, con tutta questa conoscenza che stai mettendo in questo video. io non vedo NESSUNO di questi discorsi nei siti degli speaker dove promuovono i loro servizi, o nei siti di aggregazione voci. Il chatbot è stato frainteso. Il chatbot deve rispondere come TU hai riposto in generale in questo video. Spiegando tutte queste questioni che l'utente che usa elevenlabs non sa. MOLTO FRAINTESO. 16:55 ahahaha porcaputtana se mi è capitato anche a me! Oggi direi no... in passato per soldi... ho detto di si (era editing che è il mio mestiere) 17:10 quindi se anche tu gli rispondi le stesse cose... sto astio nei miei confronti? da dove arriva? 18:14 è un servizio per gli abbonati al mio servizio voce, non "chiunque passa dal sito" qui errore mio non ho spiegato che i chatbot sono sempre 2 uno pubblico di informazione, uno privato per i clienti che va a sostituirsi al whatsapp/telegram in uso adesso, come hai descritto anche tu prima continuo in commento 2
@REAPERIANI
21:02 ma non si stava parlando di voiceover per social? da domanda originale? chi parla di radio. 21:50 MINCHIA SI. NESSUNO LO FA. SCRIVETELO SUL SITO SE AVETE LA POSSIBILITA' DI CONSEGNA RAPIDA PER DIO 22:57 esatto questo intendevo. il chatbot è POST iscrizione e post paywall il chatbot gratuito è solo "istruttivo su come funziona il sistema" veloce e moderno. Qua fraintendimento. 23:57 ma diosanto. dico che è impossibile far recitare un intelligenza artificiale e che quindi è meglio uno speaker umano... poi uno potrà descrivere che comunque per rimanere aggiornato... uno prova! fa degli esperimenti.. e descrivevo appunto quanto fosse impossibile far recitare un AI 24:14 ripeto, ho portato un esempio negativo per rispondere alla domanda di partenza di "cosa non è gradito a un produttore" non la mia esperienza di tutti i giorni. Mediamente gli speaker nel nostro rooster consegnano "in giornata" e in caso di "emergenza siamo nella merda" in qualche ora massimo. 24:36 con molta fatica e per esperimento ce la si fa. Non vendibile, assolutamente senza senso, ma possibile. 24:48 IN TUTTI GLI ESPERIMENTI CHE HO FATTO. attenzione a questa frase. non IN TUTTI I LAVORI CHE HO FATTO. sono stati tutti esperimenti che non hanno raggiunto l'onda, perchè io, se posso usare un essere umano lo uso. I miei esperimenti arrivano da richieste umanamente impossibili, tipo "ho budget X, ho bisogno di 40 voiceover da 60 secondi X 20 reti di emissione con testi diversi ogni ora anche di notte" 25:58 vabè ma uno potrà fare degli esperimenti? 27:36 riformulo. per abbonamento intendo un carnet di caratteri. tipo ti pago in anticipo 50 cartelle, poi quando ti mando le cose non devo impelagarmi in fatture mail chiamo ufficio paghe guarda che è arrivata la fattura del voiceover di ieri si ti mando i dati oh mi raccomando questo pagalo subito non a 60 giorni ecc ecc. è un overhead di lavoro non indifferente per una struttura come una radio. Se io do a Balestri 1000 euro e ho un bel contatore che mi dice quante cartelle ho ancora a disposizione "no question asked" mi piacerebbe moltisssimerrimo. Impossibile? (anche perchè gli abbonamenti AI funzionano così, a caratteri. Paghi in anticipo e hai tot caratteri "già pagati" per evitare di pagare le microtransazioni) E' anche un servizio che porta a fare repeat buy e da anche una bella stabilità economica a mio avviso allo speaker 29:54 fatto. abbiamo un "pool di speaker" che chiamiamo e a rotazione ci mandano i registrati. sono 3vm e 3 vf.
@REAPERIANI
31:13 ESATTO. quindi hai capito alla fine :)
@REAPERIANI
32:28 non hai idea della MERDA come qualità audio media che mi arriva dagli speaker che lavorano a casa. anche qui. C'è tanto da migliorare in generale come "media di qualità di registrazione casalinga" BADA BENE! NON HO DETTO CHE I TUOI FANNO SCHIFO. Ma che la media degli audio che mi arrivano da VO di home studio non è propriamente idilliaca al momento dall'italia.
@REAPERIANI
un ultimo commento poi giuro smetto. Questo video è l'esatta rappresentazione del "youtube rende piu' cattivi" a cui rispondo alla fine del video da cui hai preso questa porzione di risposta. Il video "avversario" fa click. Ottima dimostrazione.
@PaoloBalestri Autore
1- Per i Social. In sostanza devi stare dietro il microfono a fare una vita di merda per pochi spiccioli. Ti abitui anche a lavorare di merda. In brevissimo tempo perdi il contatto con la qualità del prodotto e non sarai molto diverso da un AI. Oltre a diventare una macchina a gettoni. A culo tutta la tua scuola precedente per rendere alle parole il loro significato. Ma qui è dove vedo un opzione di crescita e confronto perché devo capire bene cosa pensi e cosa t'interessa rispetto a cosa pensiamo o facciamo noi. 2- Sono diversi i livelli di mercato. Alcuni sono parecchio prestigiosi e altri meno. Se sei uno che fa consegna al volo passi per quello che non ha un cazzo da fare e vieni automaticamente inserito nella lista degli sfigati. Mooolto rischioso. Sperimentato in passato. Diventi un oggetto, sostituibilissimo da chiunque a prescindere dalla qualità. Legato al punto 1. 3- Sì, incassi e invii. Unico svantaggio, a mio avviso, dissociazione persona con cliente. Anche questo è un oggetto. Il valore di un oggetto è sempre molto materiale e privo di ogni altro extra. Questa è una operazione pericolosissima dal punto di vista commerciale perché trasforma i pasticcini in caramelle da distributore. Il meccanismo stesso è pericoloso. Questo nell'ottica di una carriera come speaker on line. Se invece la guardiamo in senso stretto per cogliere guadagni, allora è la via giusta. Ma non farai questo mestiere a lungo. Non solo, i contraccolpi nel tempo potrebbero essere più cari. Guarda cosa sta accadendo a chi si è clonato. 4- Hahaha! Colpa mia che ho moti di follia davanti a questa animala. 5 e 6- ok. Li faccio pure io! Ma sono stato martellato a morte sui maroni quando è arrivata sta roba "adesso devi cambiare mestiere... " quindi ho ancora i lividi sui maroni. 7- Sono una buona idea che sto cercando di implementare su Patreon. La ragione è sempre la stessa, eliminare l'idea dell'oggetto che è particolarmente pericolosa. Ci sto lavorando da un po' ma non ho ancora trovato una buona chiave di lettura non ho avuto il tempo da spenderci davvero sopra e non so nemmeno se ci sia una formula che non danneggi alla lunga, perché comunque intendo stare qui ancora per un po' e vedo questo mestiere come un mestiere da fare fino in fondo. Poi ci sono dinamiche interne nei rapporti coi miei attuali clienti da valutare, perché abbiamo tutti percorsi su cui stiamo ancora camminando e che non possiamo né minare né lasciare. Potrebbe essere più semplice per chi inizia, questo sì. Ma poi? Dove ti porta? Quanti sono i clienti a cui puoi rivolgere un abbonamento? Probabilmente 5 in Italia, no va beh, se pensi ai social possono essere di più ma potrebbe essere una corsa al ribasso e portarti ad essere la voce del nulla cosmico. Probabilmente fai prima a farlo in email con un accordo ad hoc. Un luogo dove hai prima creato valore e poi consegni il prodotto. Altrimenti non si spiega come un telefono cinese senza il buco della cuffia possa costare 1700€. Diverso se crei un database internazionale come Fiverr o altri simili. Lì puoi farlo e farai soldi. Ma dovrai necessariamente diventare uno che sfrutta gli altri. O potresti facilmente diventarlo. 8- Ok, ne ero certo. Ma pure la mia è una iperbole. Però se mi porti quell'esempio della tipa che ci mette 15 giorni e non mi dici che hai già la tua rosa di muli da fatica, mi viene il dubbio. E comunque manca una info importante, il settore è già così, ma devi entrarci.
@PaoloBalestri Autore
Ha ha ha. Ma solo perché qualcuno si è messo a tifare. Però ha generato un sacco di energia, è stato uno dei pochi casi in cui la gente del mio settore si è alzata e da detto la sua! "Ah, davvero? Credevo fossi un albero invece parli...!" Nessuno mai si spende per affrontare il settore in cui opera e con cui magari ci vive pure. E trovo sia un vero peccato. Grazie Francesco. 😘
@PaoloBalestri Autore
Se non volevi essere Fra-inteso ti chiamavi Marco e al massimo eri Marc-inteso! ... ed è solo lunedì. Tolta questa cosa, non t'incazzare, hai offerto un altro spunto di riflessione preziosissimo che nessuno dei miei colleghi mette mai in pubblico. I fraintendimenti si chiariscono.
@LMSTUDIOvideo
@PaoloBalestri Infatti l'Italia non è un mercato come quello americano, il voice over viene percepito in modo diverso dai clienti che vogliono la qualità, se di quello stiamo parlando. Si ok va bene la velocità nella consegna dei file audio, ma siamo sicuri che quello è l'unico parametro da valutare? Io mi rapporto tutti i giorni da 19 anni con gli speaker e i doppiatori e sono daccordo con quello che dice @PaoloBalestri, certe cose che voi youtuber tuttologi dite, ovvio che poi fanno incazzare. Lasciate fare il mestiere a chi lo sa fare veramente. Il resto è fuffa da bar.
@PaoloBalestri Autore
@LMSTUDIOvideono ma io non sono arrabbiato, sono appassionato e condivido il pensiero con Francesco perché è una persona aperta e intelligente, ha un punto di vista che probabilmente è comune a quello di molti potenziali clienti e di certo non mi scandalizzo ma anzi lo voglio conoscere.
@LMSTUDIOvideo
@PaoloBalestri Ho capito perfettamente che il tuo video reaction è stato un modo per diciamo cosi "educare" chi non ha una conoscenza cosi profonda del mestiere. Personalmente non osteggio l'AI, ma è bene sottolineare quali possano essere i vantaggi, ma anche gli svantaggi.
@PaoloBalestri Autore
@LMSTUDIOvideoesattamente! Ne avevo fatti altri tra cui uno che si chiama proprio “forse non hai capito un cazzo del mio mestiere”. 😅
@LMSTUDIOvideo
@PaoloBalestri Li ho visti tutti e con molto interesse🙂
@PaoloBalestri Autore
Capisco benissimo. Ho molti clienti che me ne parlano spesso e che se possono non usano Bodalgo & Co perché i demo spesso sono fatti in studio ma quando questa gente registra, fa cagare. Ascoltano solo chi il demo lo fa su parte. Oppure chiedono agli altri speaker se conoscono altri speaker che suonino bene. Ti rendi conto? Anche tra i Pro (probabilmente me compreso), la qualità audio è un idea confusa. In parte perché non abbiamo l'orecchio educato (errore!), in parte perché molti pensano che il fonico in post faccia miracoli. Ma raramente girano fonici nelle cose per il web spesso l'audio va a un montatore video che è orientato alle immagini e l'audio gli esce... così. Oppure all'impiegato dell'azienda che lo fa coi software gratuiti e pubblica sul canale aziendale che non ha pensato che magari, serviva un professionista. Scaricano oggetti dal web e li usano. Poi, ci sono moltissimi che dicono "per quella cifra ti va bene" - e io ci litigo con sti qui! Ma l'hai accettato tu! Mica erano li col fucile, testina! Io ci ho perso un cliente! Chiamo una tipa che piaceva al cliente, trovata on line con sito web e pedigree. Mi faccio mandare un test del suono e suonava bene. Organizzo la sessione dal vivo. In live non capivo bene, c'era il cliente su zoom da un ufficio, casino, lo sai. Mi faccio mandare il backup perché nel mio si sentiva malissimo. Cazzo avrò sbagliato qualcosa. Il suo file era uguale. In sostanza il test me lo ha fatto con il setup di sua sorella, attrice come lei ma evidentemente meglio attrezzata qui in Italia. Quando abbiamo fatto la sessione due giorni dopo lei era tornata in UK col suo SM7B e il dbx 286, dalla cucina. Quando il gate staccava c'erano gli uccellini e la ventola. Ho bestemmiato che sembrava carnevale! Ma lo vedo anche quando tu sul Patreon esamini i mix, la filosofia è la stessa, con la differenza che se sei uno speaker da HOME STUDIO, devi suonare come in uno Studio e in più esportare un suono che non sbaglia se finisce nelle mani di un sordo. Ma se ho ancora colleghi che mandano il file stereo con la voce su un canale solo! Poi lo salvano in 32 bit perché è più meglio! Eh, ma io non ci capisco molto. E allora studia! CAPRA! :))) Sì, non parliamo di mix, un unico file mono.
@audiolibrilorenzopieri5513
Ciao Paolo, grazie per queste perle di saggezza. Una domanda: io riesco a registrare paradossalmente solo la mattina appena svegliato, quando la voce è più pia piaciona, profonda, seducente. Poi dopo 30 minuti circa, comincia ad arrochirsi. Se registro di pomeriggio o di sera non è più la stessa cosa. È solo un mio problema?
@PaoloBalestri Autore
Ciao e grazie a te. Occhio alla respirazione e dove appoggi la voce. Pensala sempre come un cantante
@audiolibrilorenzopieri5513
@PaoloBalestriGrazie!
@LMSTUDIOvideo
Esistono due mercati differenti a mio parere: 1. Chi sceglie la qualità a discapito della velocità - 2. Chi sceglie la superficialità e la non professionalità, come nel caso dell'AI. Chi apprezza la qualità e la professionalità, paga, aspetta e ringrazia pure. 😀
@StefanoMaccarelli
Ottima riflessioni e analisi che condivido in pieno. Molti concetti li trovo applicabili ad altri settori come Musica , sound design e post audio.
@paoloc-k3q
Ciao Paolo, la questione "uomo vs ai" per certi tipi di prodotti (social, reel, lettura schede ...) è come pensare ad una gara dei 100m dove l'ai parte con 60m di vantaggio. Oggi l'ai ha delle caratteristiche che nessun professionista si potrebbe mai permettere , fa un ottimo lavoro a qualsiasi ora del giorno e della notte con tempi di consegna che nessun professionista può mai avere, in lingue differenti, contemporaneamente con altri progetti e soprattutto è gratis. Queste caratteristiche purtroppo mettono in secondo, terzo....decimo piano tutti gli altri ragionamenti etici e professionali e di difesa della categoria che giustamente tu fai e che io condivido ma tant'è....
@PaoloBalestri Autore
Stiamo parlando di caratteristiche meccaniche. Oggi la bicicletta va più veloce dell’uomo. Ma sulla strada e con una persona che guida. Se non senti la differenza o non ti serve che ci sia, non sei il mio pubblico. D’altra parte se fosse così come dici, entrando al supermercato sentiresti solo ai che parlano ma continuano a commissionare gli spot per uso interno alle persone. Come mai? Un hipe attivato da una propaganda mostruosa che però dimostra i suoi limiti.
@paoloc-k3q
@PaoloBalestri sono d'accordo difatti la premessa che ho fatto è per quella fetta di speakeraggio che abbraccia i social e aggiungo anche i videogame che dava lavoro a molti colleghi che di quello campavano.
@PaoloBalestri Autore
@paoloc-k3qquello mi manca 😬
@tizianocolazzo4097
buongiorno. ma categoria tua non ha una albo professionale ove rivolgersi per verificare l'iscrizione ?
@PaoloBalestri Autore
Non serve. Non siamo come medici o avvocati. Esiste ANAD, esiste ADAP, ma sono solo baracconi ad uso interno. Non c’è nemmeno un codice ATECO! Pensa che esiste influencer.
@tizianocolazzo4097
certo la voce e' uno strumento ma se deve andare in video ... bisogna vedere il video ... o nel caso di radio la base di fondo
@PaoloBalestri Autore
O almeno averne coscienza. Perché in realtà non ci fanno vedere il video né sentire la musica molto spesso ma, per esperienza sappiamo indovinare tra le indicazioni e lo stile del testo. A volte aiuta avere il demo da cui si è stati scelti.
@Riccardoferriscuccimarra
La gente è pigra! Non avere contatti umani e parlare con un robot è meno impegnativo per loro, non parlo per me che sono io stesso un VoiceOver artist
@PaoloBalestri Autore
Benvenuto! Possiamo anche dire che un certo tipo di atteggiamento può essere una discriminante nella scelta del cliente 😅
@logogen5648
Commento a margine completamente fuori luogo nei toni considerando che era una risposta ad una persona specifica, poi vedo che supporti il canale e tutto il resto ma questo modo di farlo è oggettivamente sgradevole e sembra pure preso un po' sul personale. Immagino sia un errore di comunicazione o un piccolo momento di sfogo sfuggito.
@PaoloBalestri Autore
Troppo preso dalla situazione attuale del nostro settore. Quindi un errore mio nella prosa del video. Non è assolutamente un attacco a nessuno in particolare a Francesco che stimo tantissimo. Ma mi rendo conto che chi sta iniziando nel mio settore è spesso portato verso scelte che considero sbagliate per fare carriera nel VoiceOver. Mi rendo conto che ci sarebbero modi apparentemente comodi di offrire un servizio e magari potrebbero anche funzionare ma so per esperienza che non portano a nulla di buono. Le ragioni sono molteplici e spesso complesse da comprendere senza una buona conoscenza della psicologia che agisce sulle scelte che si fanno e che si rischia di prendere una strada che ti porta a competere con la macchina. Una battaglia persa in partenza per diversi motivi in parte spiegati qui e in parte approfonditi in altri video o articoli che ho pubblicato io nel mio blog ma che sono stati raccontati da altri sempre nei loro canali. Vanno dal posizionamento di mercato alla auto educazione al lavoro. Siamo attori solitari es è facilissimo cadere in preda a sindromi di vario genere tutte molto pericolose.
@massimilianorossanese6351
Ciao Paolo,il ragazzo che ha posto la domanda sono io,ti ringrazio del tuo punto di vista, grazie mille!
@PaoloBalestri Autore
Grazie a te. Spero troverai una strada migliore e se ti si può aiutare, sei il benvenuto.
@Sognandoilpiano
20:04 è la prima cosa che ho pensato. Inoltre, se il committente mi dice che SE non sono abbastanza veloce sceglie una bambola gonfiabile, non sono io ad avere problemi.
@Sognandoilpiano
25:12 e questo è l'altro punto chiave: quando ascolto te che fai gli sproloqui sull'ai e il mondo del voiceover (argomento di cui mi frega zero - non me ne volere) io ti ascolto perché è bello ascoltarti. Con un'ai mi perdo anche se parla della cosa più interessante del mondo.
@greb1967
Ti adoro Paolo Per me ascoltare la tua voce è una terapia 😊 Detto questo sei stato molto chiaro ( come al solito) L’amico ( assolutamente virtuale ) Francesco Ha fatto una cosa giusta e sbagliata nello stesso tempo. 1 ha parlato di una cosa di cui non era ferrato dicendo cose non corrette 2 ti ha dato modo di spiegare a tanti come funziona veramente, E lo hai fatto in modo impeccabile ed appassionato e adesso tutto più chiaro. Ti ho sentito leggere qualcosa ( sul tubo) e sono sempre rimasto Colpito dalla emotività che riesci a trasmettere… Ora io mi auguro e credo che le macchine difficilmente possano sostituire bravi voice over Così come credo difficilmente potranno creare le unicità di alcuni artisti….. quelli bravi Per i mediocri , per loro non c’è scampo …ahimè
@PaoloBalestri Autore
Mamma! Sei tu? Eh, ma così ci scoprono! Scherzo 😜 grazie 🙏 sono molto felice ❤️
@REAPERIANI
io continuo a pensare che l'opinione di chi i voiceover li compra da 15 anni non sia poi così fuori luogo (il mio campo). poi gli speaker possono decidere di non ascoltare le difficoltà dei producer che li chiamano... e continuare per la loro strada. Ovvio.
@PaoloBalestri Autore
@REAPERIANI È talmente sfaccettata la questione che è impossibile comprendere tutto in una volta e in solitaria. Poi noi siamo su piani opposti come interessi e per questo mi piacerebbe affrontare un video che non sia una provocazione. Persino tra i vari strati del mio settore ci sono enormi differenze di intenzione, obiettivi.
@Cliprecordingstudioproductions
Bravissimo! Il mondo del lavoro “reale” è molto diverso, ma lo sanno quelli come noi che non fanno un video per ogni cosa che gli capita. Hai perso anche troppo tempo a spiegare cose che molti non capiranno mai! Oggi si pensa che tutto sia un corso o ina masterclass… ma c’è chi lavora da 30 anni anche senza social!!! Ti seguo! ❤
@PaoloBalestri Autore
Grazie, ma va detto che questa reazione mi è uscita non perché Francesco stesse facendo una cosa da fuffaguru ma perché mi stava dimostrando di non conoscere il nostro settore pur usandolo. E stava dando - inconsapevolmente - dei consigli che erano dannosi per l'interessato. Il nostro lavoro lo vogliono fare tutti ma nessuno lo conosce e quelli che lo insegnano sono quelli che non lo fanno, oppure fanno corsi per prendere qualche soldo ma non insegnano nulla. C'è una confusione che mescola pubblic speaking, doppiaggio, voiceover, podcaster. Spesso l'interesse che attiva le persone è per fare soldi. Beh, hai sbagliato mestiere.
@Cliprecordingstudioproductions
@PaoloBalestricapisco benissimo! Non devi spiegarti,ci voleva in ogni caso,grande!
@Ultimastudiomix
Un prodotto fatto con "intelligenza artificiale" non bada ai contenuti emotivi o dei sentimenti umani di ricezione ed ascolto che solo l intelligenza naturale possiede. Inoltre non andrà oltre alla conoscenza e o capacità umana con cui è stata "informata." Non ci faremo surclassare da un qualcosa senza un anima; ecco uno dei motivi perché qui Ultima studio è evoluto in un nuovo metodo di missaggio e mastering audio che solo un'intelligenza umana può produrre.
@Ultimastudiomix
Ho risposto allo stesso modo al video di reaperiani che hai mostrato. Quel ragazzo non sembra fare buon uso di intelligenza 😂
@michelemikocantu
Off topic: hai mai fatto un video mostrando come è fatto il tuo studio? Ciao, M.
@PaoloBalestri Autore
Non proprio ma si vede abbastanza bene. Sono due ambienti, una sala microfono e una per l’editing. E poi dovrei mettere in ordine 😂
@tjsandersmusic
Sarebbe interessante andare a fondo al come mai malgrado la Ai abbia raggiunto un livello più che decente sembra arenata in quel luogo che chiamerei.. "tutto bello ma non c'è vita., tutto bello ma c'è qualcosa di sinistro.. spettacolare ma quando ascolto qualcosa mi inquieta" Che poi è più o meno quello stesso effetto sinistro, straniante e per certi versi lugubre che sotto sotto senti in pancia quando guardi una foto o un video creato con AI..
@PaoloBalestri Autore
Uncanny valley. Consciamente o inconsciamente c’è.
@trezeroduetv
Ma il problema della velocità è che i creativi non hanno capito che per fare le cose ci vuol tempo. Come se ce ne fossimo dimenticati...
@trezeroduetv
Ho provato a fare l'audio di una fanfiction con l'AI. L'ho buttato dopo due paragrafi XD
@PaoloBalestri Autore
😂 hai tenuto botta anche troppo 😅
@elodimmusicproducer1949
Ciao Paolo pienamente d'accordo con te su tutto, l'importante è che in ogni aspetto che riguardi l'audio si mantenga una giusta identità professionale... Molti hanno quest'idea: se faccio pagare di meno lavoro di più su questo credo che anche tu non dia d'accordo, perché oltre all'impegno e la professionalità costruita nel tempo che ha il suo valore c'è anche da mettere in conto l'usura delle apparecchiature e le spese energetiche, poi il resto lo hai ben spiegato tu. Un caro saluto e buona vita.
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