Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

Scrivere plugin audio con l'Intelligenza Artificiale

22 aprile 2026

Sono sparito per qualche settimana, perso in nottate di programmazione febbrile per costruire i miei plugin audio personalizzati. Non sono un programmatore, ma ho scoperto che interrogando l'intelligenza artificiale posso aggirare l'ostacolo del codice e plasmare il suono esattamente come voglio.

Mi sono reso conto che spesso accumuliamo e compriamo decine di plugin audio, li carichiamo nella nostra DAW, navighiamo tra i preset sperando di trovare quello giusto, e smanettiamo sui parametri accontentandoci di un risultato che "sembra suonare bene". Volevo qualcosa di diverso: strumenti essenziali, pensati apposta per la voce, senza fronzoli ma con il giusto carattere.

Non sono un programmatore e non scrivo codice VST, ma REAPER offre un ambiente meraviglioso chiamato JSFX, che permette di programmare plugin agili sotto forma di script testuali. Ho scoperto che, affiancandomi a un'intelligenza artificiale, potevo superare il limite tecnico. La macchina scrive il codice e compila i calcoli matematici, ma sono io a guidarla, dicendole cosa voglio ottenere dal suono.

Spoken Finish: plasmare le armoniche

Il risultato di queste nottate è stato un plugin che ho chiamato Spoken Finish. Non è un equalizzatore e nemmeno un compressore tradizionale. È un rifinitore armonico pensato per dare presenza e corpo alla traccia parlata, basandosi sulle caratteristiche intrinseche della nostra fonazione.

L'idea di base è che le armoniche umane possano essere esaltate o attenuate per ingannare piacevolmente l'orecchio. Se hai troppe asprezze sulle alte frequenze, lavorando sulle armoniche dispari puoi addolcirle, facendo le veci di un de-esser ma senza la tipica compressione. Se invece manca corpo, le armoniche pari possono restituire calore e intelligibilità. Ho inserito dei controlli per regolare il "carattere" della traccia, passando da interventi delicatissimi a un suono decisamente più aggressivo, con dei preset pre-impostati sulle caratteristiche base delle voci maschili, femminili, basse o acute.

Chi decide il carattere del suono?

L'intelligenza artificiale è eccezionale nel produrre algoritmi in frazioni di secondo, ma non sa nulla di estetica. Se le chiedi di inserire una manopola per rendere il suono "più tranquillo" o "più incazzato", la macchina non sa tradurre questi concetti. Sei tu a doverle spiegare come le variazioni matematiche e la combinazione dei filtri debbano corrispondere a un preciso effetto emotivo e uditivo.

Questa dinamica mi ha fatto riflettere. La tecnologia continuerà ad avanzare e l'IA farà sempre più cose, dal generare codice al simulare voci. La macchina ti sputa l'algoritmo, ma l'estetica ce la devi mettere tu. Eppure, anche questo nostro presunto privilegio — la sensibilità — ha un peso che varia da persona a persona e da situazione a situazione. Parliamoci chiaro: non è che se l'annuncio della partenza del treno te lo dà una voce sintetica, tu resti in banchina e non sali. Dipende tutto dallo scopo del progetto. Alla fine, si tratta di capire dove basta la macchina e dove serve ancora un umano che parla a un altro umano. Lì in mezzo, ognuno di noi troverà il suo posto.

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Nel video "Anteprima ti faccio vedere dove cacchio sono sparito a fare plugin", pubblicato il 22 aprile 2026 sul canale Dal lato cardioide, mostro l'interfaccia di Spoken Finish su REAPER e racconto le lunghe sessioni notturne di programmazione.

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Anteprima ti faccio vedere dove cacchio sono sparito a fare plugin
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