Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

Il peso del microfono davanti all'abisso

28 maggio 2026

La realtà irrompe nello studio insonorizzato. Da una parte, la notizia della morte di un soldato per cui avevo registrato un audiolibro. Dall'altra, la routine asfissiante: il mercato che arranca, l'ansia per le voci artificiali, e un voiceover sui motori da chiudere a tutti i costi.

Sto facendo finta di niente, ma è tutto il giorno che gira una notizia che mi ha realmente sconvolto. Qualche tempo fa avevo letto un audiolibro per un ragazzo, molto più giovane di me. Un soldato. Non di leva, ma un contractor di professione. Uno che aveva scelto di arruolarsi, andare a combattere, sparare a della gente. Mi raccontava le sue storie, storie a dir poco terribili. Oggi mi arriva una notifica e leggo il suo nome sul giornale: morto in battaglia. Un ragazzo di 43 anni che crepa in una guerra probabilmente messa in piedi dal mondo della finanza, che non c'entra niente con giustizia o libertà.

E da quando ho letto quella cosa, tutto quello che stavo facendo mi è sembrato stupido. Io ho il mio di ideale: sto qui a leggere dei testi, a fare il vanesio con la voce, a dire "senti come lo faccio bene, senti come suona bene". Ma vaffanculo. Il contrasto è totale. Mentre c'è chi muore sul campo, io sono concentrato a guardare il colore delle forme d'onda sul software di montaggio. Sullo sfondo ci sono i clienti canadesi che chiedono sconti del 10% per via della crisi, il mercato che si contrae e la paura costante delle voci artificiali che dovrebbero portarci via il lavoro.

Ma nonostante il senso di inutilità e l'oppressione terribile che ho nel petto, the show must go on. Sono in ritardo con la consegna e il progetto di oggi è il Campionato Italiano Gran Turismo. Automobilismo. Devo stare attento a non sbagliare l'articolazione, a ricordarmi di tagliare nei punti giusti, a mantenere esattamente lo stesso tono quando riprendo una frase interrotta. Perché se sei scazzato, se il tono cambia anche di poco, l'editing va a puttane e le parole non si legano. Nessuna voce artificiale proverà mai questa fatica. Si tratta di prendere il microfono, calibrare il fiato, mettere da parte il morto e ripartire: "Sono passate solo tre settimane dal debutto stagionale di Imola...".

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Il momento in cui la realtà irrompe nello studio: Un lutto - the show must go on e il tema x Rayn

Un lutto - the show must go on e il tema x Rayn
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