Lato Cardioide · Giornale di bordo di Paolo BalestriAggiornato il 22 settembre 2026
Lato CardioideSenza copione — dal lato cardioide

Il doppiatore come stampo ritmico

25 luglio 2026

Mi hanno proposto di doppiare dei video, ma senza usare la mia voce. Vogliono solo la mia metrica, le mie pause, la mia intenzione, per poi cancellarmi e applicare il timbro originale clonato dall'IA. È la disintegrazione dell'attore in una catena di montaggio.

Leggo un articolo sul Corriere in cui Pannofino piange perché l'intelligenza artificiale ci sostituirà tutti. Mi dà sui nervi. Lui ha il teatro, ha una carriera consolidata. È facile fare i filosofi da lì. Ma la realtà sul campo, per noi che siamo nel tritacarne di tutti i giorni, è molto più meccanica, squallida e brutale.

L'altro giorno una società estera con cui lavoro bene da anni mi manda una nuova proposta. Hanno messo in piedi una piattaforma di localizzazione automatizzata. Non si tratta di doppiaggio. L'interfaccia ti mette davanti il video e ti sputa un copione tradotto in automatico — una traduzione di cui non frega niente a nessuno, letterale e legnosa. Tu devi registrare l'audio in italiano seguendo quel testo e cercando di stare nel ritmo.

Fin qui sembra solo un doppiaggio al risparmio. Ma la fregatura è che la mia voce non finirà mai nel prodotto finale. A loro non interessa. Quello che fanno è usare la mia registrazione per estrarre la metrica, l'intenzione, le pause e le dinamiche del mio parlato. Prelevano lo scheletro della mia recitazione. Una volta estratto questo "stampo", la mia traccia vocale viene buttata via. Ci appiccicano sopra il timbro dell'attore originale, clonato con l'IA. Poi deformano il video per far muovere le labbra in sincrono.

Stanno letteralmente smontando l'essere umano a pezzi. Prendono il volto di uno, il timbro di un altro, e la prosodia italiana dal sottoscritto. Costruiscono un Frankenstein.

Siamo di fronte al fast food delle emozioni. Funziona esattamente come le patatine del McDonald's, studiate chimicamente per darti una finta croccantezza e farti venire voglia di mangiarne ancora senza saziarti mai. Non stiamo facendo arte, stiamo producendo un intrattenimento usa e getta, merda confezionata in serie per un mercato che fagocita tutto in pochi secondi di attenzione.

E io mi trovo in mezzo a questa roba. Ho combattuto tutta la vita per fare il lavoro che amavo. Adesso mi chiedono di ridurmi a un mero veicolo ritmico, un operaio addetto a fornire prosodia per addestrare i loro algoritmi. Scollare il mio modo di parlare dalla mia identità vocale è un'operazione da bimbi minchia dell'ingegneria del software.

Gli ho risposto "grazie per aver pensato a me", perché sono curioso come un gatto e voglio vedere fin dove arrivano. Ma dentro di me pensavo: "vaffanculo, ti ho dato la mia voce e la mia professionalità per anni, e adesso mi chiedi di farti da burattino ritmico".

Se fossi solo un tecnico guarderei ai numeri, abbasserei il prezzo e diventerei un fornitore di "metodi". Ma non sono solo un tecnico. E per quanto non voglia fare il reazionario che rifiuta a priori il futuro, non so come cazzo rispondergli.

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Guarda il video per osservare la reazione di fronte a un'interfaccia che chiede l'anima del parlato per poi scartarne la voce: Confesso che non so come rispondergli - ti faccio vedere nel dettaglio.

Confesso che non so come rispondergli - ti faccio vedere nel dettaglio
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Commenti pubblicati originariamente sul video YouTube collegato a questo articolo.

@AriannaMarchionni
Caro Zio Paolo, percepisco molta preoccupazione in queste tue parole e me ne dispaccio. Enormemente. Spero tanto tu possa prendere la decisione più giusta, se qualcosa di "giusto" in tutto ciò che hai raccontato nei confronti di questo settore in evoluzione, vi sia. Nel mio piccolo anch'io avverto a livello lavorativo dei potenti cambiamenti in atto e tutto ciò mi tormenta costantemente, ogni giorno. L'unica cosa di cui sono certa e che più desidero è la mia bussola, al di là di tutto. Il cuore. Qualsiasi cosa faccia, farò o accada. 🙏🏻✨ Un abbraccio grande, grazie per queste tue riflessioni esternazioni. Sappi che sono preziose.
@PaoloBalestri Autore
Grazie a te Arianna, Vedo che alla fine siamo arrivati alla stessa conclusione. Potrei anche accettarlo per la pagnotta ma questo significa perdere in partenza il gusto per il lavoro e il pane a quel punto perde sapore. Ti nutre, ma non ti tiene vivo. Una cosa che combatto da quando a 14 anni sono andato a fare il mio primo mestiere, talmente noioso che sono fuggito a gambe levate. Era il luogo sicuro secondo i miei genitori, un amico, la sua fabbrichetta. Ma ogni giorno era uguale. Non avevo nemmeno la necessità di procurarmi un pasto quindi per me non aveva senso alzarmi la mattina per andare a fare quello che non mi piaceva fare. E qui, farei la stessa cosa. Con la certezza di partecipare ad un progetto artisticamente povero. Perché non c'è alcun punto in cui io possa metterci qualcosa di mio.
@gianluca_sordi
La mia modesta speranza è che l' "Impero" del doppiaggio e dello speackeraggio Italiano (che poi, gli altri facciano un po' quello che gli pare...) non si lasci sopraffare da questo vortice perverso della rana bollita... E che sia il "sottobosco" ad alimentarlo, in modo che alla fine il prodotto sia quel che vi potete facilmente immaginare... Un uovo oggi? Mi sembra che 'sta gente non abbia mai sentito parlare di dignità. Perchè, alla fine, se ci penso bene, se la mettono sotto i tacchi (quella degli altri).
@PaoloBalestri Autore
Concordo pienamente.
@cristinatzeni
Ciao Paolo, mi pare di capire che fare doppiaggio in questo modo sarà come lavorare in fabbrica. Molto triste, non ci sarà più la soddisfazione di fare un buon lavoro. Ma non ho capito una cosa, lo speaker che presterà il parlato non dovrà nemmeno fare lo sforzo di intepretare, di recitare la parte? Anche l'interpretazione, oltre alla voce, verrà presa dall'attore in camera?
@PaoloBalestri Autore
No, è proprio quella la cosa, l'AI non recita. La recitazione è parte del flusso vocale. Parte dell'espressività della lingua stessa. Non può parlare in italiano con la recitazione straniera, ne uscirebbe una cosa orribile. Il timbro vocale con alcune caratteristiche, viene sostituito con quello origìginale. L'attore DEVE recitare, Però, sì, viene perduta tutta la parte artistica perché il flusso del parlato diventa un file non una persona che recita, l'attore ha un file da coprire, è da solo, non ha una frase da dire ma parole da inserire senza un direttore di sessione. Poi bisogna vedere chi c'è a decidere dall'altra parte, se è lo stesso che traduce backdoor con la porta dietro o piovono cani e gatti, probabilmente non capirà nemmeno le chiusure.
@tizianocolazzo4097
ma che film e' ? OGGI LE COMICHE?
@PaoloBalestri Autore
Questo secondo me è peggio di Dario Argento.
@brunocaricchiaspeaker
Carissimo Paolo, quanto mi sono rivisto nelle bellissime parole che hai usato rispetto alla “famiglia”. L’aver incontrato una donna che ti ha supportato, credendo in te… mi ha molto intenerito e mi sono rivisto, sinceramente, nel tuo dispiacere… nel constatare che il nostro mestiere, purtroppo, volente o nolente, sta cambiando… per non dire scomparendo. Per questa ragione, già da un paio d’anni, ho dirottato leggermente le mie competenze sull’insegnamento della dizione e comunicazione. Francamente, il doppiaggio sta andando in una direzione che non mi piace. Resta una mia grande passione e, finché potrò, la porterò avanti con professionalità e impegno, ma, ahimè, a fine mese vanno pagate le bollette e si fa di necessità virtù. Un abbraccio grande a noi… professionisti che lavorano ancora con il cuore e le emozioni VERE! 💛🎙️
@PaoloBalestri Autore
Questa è una fabbrica che nulla ha di artistico.
@enzodefranco9818
Che tristezza anche nella musica sta succedendo di peggio, queste voci tutte uguali con questa IA ORRENDE LE VOCI e TUTTO IL RESTO😢
@PaoloBalestri Autore
La domanda è perché usarle per fare schifezze. Voglio dire, hanno un sacco di usi pratici. Ma qui si tratta di standardizzare, omogeneizzare, industrializzare togliendo tutta la parte artigianale in quelle parti che sono bisognose di arte e genio. Poi, è chiaro che se io apro un sequencer con una batteria come quella di Logic, posso, senza alcuna competenza, creare qualcosa di plausibile. Ma non è qualcosa che aggiungerà valore al caos che già c'è.
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